Con in dotazione la motorizzazione Triumph da 765 centimetri cubi, la Moto2 annata 2019 si è chiusa a Valencia, tracciato lento e guidato, dove abbiamo visto nelle prime quattro posizioni altrettanti costruttori di telai.

KTM - che lascia la Middle Class - Kalex, Speed Up, MV Agusta. Il lavoro dei tecnici è stato valorizzato in pista dai piloti, con Binder il migliore e Marquez lento e a terra. Mentre il sudafricano ha la certezza di una MotoGP ventura, il catalano ci deve pensare. Oppure, tutto è già deciso e lui aveva la testa altrove.

Dopo-Lorenzo: una poltrona per tre... forse per quattro 

LE PAGELLE DEI PILOTI IN MOTO2 PER IL GP DI VALENCIA

Brad Binder - 9

Nel corpo a corpo, il sudafricano non invidia niente ai rivali, ieri lo ha dimostrato. Già iridato nella Moto3, Brad sfiora pure il titolo della Middle Class. Se in KTM avessero evitato le noie di inizio stagione, forse, lui ce l’avrebbe fatta, perché lascia la categoria con le stesse vittorie di Marquez, cinque. Il salto in MotoGP spazzerà via ogni dubbio. VINCENTE, MA TROPPO TARDI

Thomas Luthi - 8,5

Corteggiare - invano - la Regina e tornare in Moto2 avrebbe avvilito più di un pilota, ma Thomas è cocciuto, costante, preciso nel suo lavoro. Lo svizzero ha sfiorato il successo a Valencia, perso solo nel finale. Luthi non è, magari, un campionissimo, ma su di lui si può contare, sempre. PRESENTE ED AFFIDABILE

Jorge Navarro - 8

Lo spagnolo e la Speed Up hanno costituito un duo interessante, a volte difficile da battere. Tuttavia, come accaduto al Ricardo Tormo, qualcosina è mancato e la vittoria non è arrivata. Dopo la pole, ci si aspettava una gara in fuga, ma Jorge è stato meno furbo dei più scaltri rivali. POCO MALIZIOSO

Stefano Manzi - 8+

Un po’ più di Navarro, malgrado gli sia sfuggito il podio, che l’italiano meritava. Anche il team Forward era meritevole di podio, per una avventura MV Agusta iniziata con dubbi e tanta fatica. Il passo in più lo ha regalato Manzi, basti vedere dove sia arrivato Aegerter: dodicesimo. ORGOGLIO ITALIANO

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Jorge Martin - 7

Ha iniziato malino la stagione, ha reagito di Gran Premio in Gran Premio, sino a divenire la sorpresa 2019. L’ex campione Moto3 detiene stoffa, anzi, velluto. Peccato solo che, l’anno prossimo, dovrà abituarsi (nuovamente) ad un telaio inedito, perché KTM abbandona. Se lo farà subito, puntate su di lui. PROMETTENTE

Luca Marini – 6,5

Gara difficile per Luca, in un weekend duro per il team Sky VR46. Il fratello di Valentino ha lottato a gomiti larghi, rimanendo però lontano dai primi tre. Andando indietro nella sua carriera, per Marini Valencia è sempre stata indigesta, meglio quindi pensare ad altre piste. PAELLA E RICARDO TORMO MAL CONCIGLIANO

Fabio Di Giannantonio - 6

Per il Rookie of The Year, un nono posto. Che avrebbe essere pure un ottavo, se un cedimento di gomma non lo avesse rallentato. Mentre Navarro si giocava la vittoria, Fabio pensava alla top ten, centrata. La velocità è nel suo DNA, dopo un anno di esperienza in Moto2, Diggia dovrà imparare a mettere a punto meglio la moto. PILOTA, NON INGEGNERE

Mattia Pasini - 5

Insufficienza per Mattia, mai tra i veri protagonisti del Gran Premio. Del resto, per il romagnolo è stata una stagione strana: da commentatore TV a pilota riserva, sino a titolare. Interpretare al meglio ruoli differenti, squadre e moto da scoprire, è una vera impresa e a Valencia qualche fatica è arrivata. DOPPIA FACCIA

Enea Bastianini - 5

Il “Bestia” ha preso due punti, ma voleva di più. Non semplice il duello con Dixon e Gardner - due animali - nel quale Enea ha interpretato una sorta di Guerra di Troia, difendendosi bene. Per lui, il top stagionale è arrivato a Brno, dopodiché alti e bassi. Il primo anno nella Middle Class non è mai facile per nessuno. LOTTATORE

Dominique Aegerter - 5

Lo svizzero ha visto il compagno di squadra vicino al podio e non lontano dalla vittoria. Dominique le ha prese di santa ragione da Manzi, tra i due un distacco di ben sedici secondi alla bandiera a scacchi. Si dice che dalle sua parti ogni persona sia sempre puntuale, a Valencia Aegerter era attardato, ma a punti, MEGLIO TARDI CHE MAI

Lorenzo Baldassarri - 4.5

Dove è finito il Lorenzo di inizio anno? Lo ha fatto ben notare Marco Masetti: quando le quotazioni del compagno di squadra Fernandez sono salite, quelle del Balda hanno registrato un crollo. 

Sarà un caso? Nel frattempo, Lorenzo dovrà crescere dal punto di vista caratteriale, perché - se ne è accorto - nella Moto2 le palle sono importanti quanto il polso destro. EDUCATO, FORSE TROPPO

 Marco Bezzecchi - 4

È un voto basso questo, che deriva da varie ragioni. Al di là di un risultato non esaltante - Marco stesso ambiva a qualcosa di meglio - ma, piazzamento numero 19 a parte, a preoccupare sono altri fattori.

In tutta la stagione, Bezzecchi ha sorriso poco. Capiamo bene che egli voglia vincere ma, per tanti piloti meno dotati, il segreto è divertirsi. Con quell’arma, tutto diventa più semplice e piacevole. RIDIAMOCI SOPRA

Andrea Locatelli - 4

Lascia la Moto2 con qualche rammarico, ossia, non aver potuto lottare ad armi pari con gli avversari. Nulla di nuovo o strano. L’anno prossimo, il bergamasco avrà a disposizione una Yamaha R6 campione del mondo, quella Evan Bros. In Supersport vedremo il valore di Andrea. VERSO NUOVI LIDI

Alex Marquez - 3

Da bocciare, orsù. Senza alibi né appelli. Con in tasca il titolo di campione, davanti al pubblico amico e senza calcoli da fare, il due volte iridato avrebbe dovuto offrire prestazioni monstre, invece, è scomparso, riapparso, caduto.

La sirena MotoGP lo ha chiamato, lui aveva - forse - la testa già al 2020. Chissà. DISTRATTO

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Nicolò Bulega - S.V.

Stagione severa per il capelluto Nicolò, figlio d’arte. Tra infortuni ed acclimatamento nella Moto2, gli sprazzi sono stati pochi, ma buoni. Lasciare il team Sky VR46 per con un risultato positivo e andare da Gresini più sereno, lo avrebbe aiutato ma, ormai, è già 2020. PENSIAMO AL FUTURO