Sono scesi in pista col sole i protagonisti della Moto2, impegnati a Losail per il primo turno di prove libere della stagione 2020. Il più lesto della truppa motorizzata Triumph tre cilindri è risultato lo svizzero Thomas Luthi, sempre puntuale e preciso nel farsi trovare nel gruppo dei migliori: il portacolori del team Liqui Moly IntactGP ha portato la Kalex numero 12 in vetta grazie al crono di 1'59”168, mantenuto per tutto l’ultimo terzo di sessione.

Jorge Martin, al secondo anno nella Middle Class, è appena dopo. Diciassette i millesimi di ritardo per lo spagnolo del team Red Bull, nel frattempo passato dal telaio KTM a quello Kalex. La cosa bizzarra è che la squadra si intitoli ancora con il marchio austriaco, in realtà uscito dalla categoria. Un altro iberico completa un ipotetico piazzamento da podio. Si tratta di Aron Canet, appena arrivato dalla Moto3. L’ex pilota gestito da Ma Biaggi e la Speed Up è a 47 millesimi.

Dato come uno dei favoriti al titolo, Augusto Fernandez è quarto, prima dell’americano Joe Roberts, un corridore dal cognome pesante. Anche Remy Gardner - quinto - vanta un cognome di un certo calibro, essendo papà Wayne una leggenda della Classe 500, vinta nel 1987.

Marini e Bezzecchi erano nelle prime due posizioni sino a pochi minuti dal termine, poi sono stati entrambi riassorbiti. Luca è settimo a 133 millesimi, Marco ottavo a 185. Il duo Sky VR46 parte in top ten già dal venerdì.

Caduta per Jorge Navarro, senza danni per lui né per la sua Speed Up, con nono posto finale. Schrotter e Nagashima sono il tedesco e il giapponese che precedono un trio italiano, costituito da Di Giannantonio con la Speed Up, Enea Bastianini e Niccolò Bulega con la Kalex, entrambi. Per loro posizioni numero 12, 13 e 14.

Edgar Pons è quindicesimo. Dopo il pilota Gresini, Xavi Vierge, che è pure caduto. Baldassarri, rimasto con Sito Pons, è diciassettesimo. Manzi è sempre con MV Agusta, in un diciannovesimo crono. Il compagno Simone Corsi è sotto di due posizioni.

Parte con un ventiseiesimo tempo Lorenzo Dalla Porta, campione in carica della Moto3. Il toscano deve imparare tutto, dal comportamento delle gomme Dunlop, al carattere del motore, sino alle regolazioni consentite dalla gestione elettronica. Il gap di un secondo e sei “abbondante” non è poi così male.

Da notare, infine, velocità massime interessanti. La più alta è di Marcos Ramirez, sulla Kalex dell’American Team.