Passione e lavoro di squadra. Sono stati questi gli ingredienti alla base dell’operazione che ha visto il ritorno della prestigiosa MV Agusta nel Motomondiale, dopo 42 anni, per mano del Team Forward Racing. Il cui proprietario Giovanni Cuzari, nel Mondiale dal 2009, ci ha messo anima e corpo per far diventare realtà quello che per anni è stato soltanto un sogno. E il 2019 della Moto2 è stato, finalmente, il momento giusto.

La Casa varesina, che tra gli anni ‘50 e gli inizi degli anni ‘70 ha fatto incetta di titoli (ben 75 tra Mondiali piloti e costruttori), accompagnando nel suo straordinario percorso Giacomo Agostini, ha fatto ritorno nel mondo delle corse con obiettivi reali di crescita.

L’anno del debutto è stato ricco di sfide, di grande impegno che ha portato a un progressivo miglioramento della moto durante la stagione, tanto da arrivare a giocarsi il terzo gradino del podio nell’ultimo GP, a Valencia, con Stefano Manzi. Obiettivo mancato per un soffio, ma la squadra ha mostrato di che pasta è fatta: Manzi è maturato compiendo quello step necessario per essere costantemente veloce, e al suo fianco quest’anno avrà Simone Corsi. Il romano, dopo un 2019 passato tra la Moto2 e una comparsata di successo a Daytona, vuole restare nel Motomondiale in pianta stabile. L’altra particolarità è che la supervisione è affidata al COO (Chief Operations Officer) Milena Koerner, una donna in un ruolo tipicamente maschile. Ma sulla determinazione, la precisione e la preparazione di Milena, non esiste ombra di dubbio. 

Lo conferma anche Cuzari, che definisce il 2019 "Una stagione meravigliosa. Arrivare a fare il record di velocità soltanto dopo 15 gare (301,8 km/h, nde) è stato bellissimo e appagante, viste le giornate passate in galleria del vento. E il finale di stagione ci ha regalato soddisfazioni. È stato difficile, ma il segreto è circondarsi di persone speciali, e io ho questa fortuna, posso dirlo". 

A Valencia Manzi ha lottato per il podio e dopo la partenza in prima fila ha chiuso quarto a poco più di un decimo dal terzo. Come hai vissuto il weekend? 

"Ho pianto come un bambino. Vedere i nostri sacrifici condurci a un passo dal podio... mi ha riportato alla memoria mille cose, tanti momenti vissuti con Claudio Castiglioni, quello che c’è stato, quello che potrebbe esserci in futuro in relazione al rapporto con la nuova proprietà di MV Agusta, le perplessità, le notti insonni. Insomma, Manzi dava il gas vero, la moto glielo permetteva, e io rivivevo momenti indimenticabili del mio percorso con la MV". 

Quanto c’è della storia di MV nel vostro team? 

"Moltissimo, abbiamo tutti un codice etico improntato sui valori e quest’anno ci occuperemo anche di etica verso i giovani, con un progetto sulla sicurezza stradale e sul 'drink and drive'". 

Riportare la MV Agusta nel Motomondiale: più che un obiettivo era un sogno, come da tua definizione. Ma quel sogno si è realizzato.  

"Faccio riferimento al film sul grande Enzo Ferrari, e a quando partì con il progetto del reparto corse. Si parte da un sogno per ogni grande progetto, e anch’io nel mio piccolo ci sono riuscito. Sono positivo per natura, ma con i piedi per terra. Alla base di tutto c’è passione e professionalità. Ora c’è da lavorare sodo per consolidare e portare a casa dei risultati da scrivere sui libri di storia". 

Nel 2020 farete correre Manzi e Corsi, come li descrivi? 

"Manzi sarà con noi per il terzo anno e devo dire che è cresciuto moltissimo anche sotto il profilo personale. È maturato e ho imparato ad apprezzarlo nonostante abbia un carattere forte. Simone lo conosco da anni, è un signore ed è una persona d’oro". 

Qual è il prossimo sogno da realizzare? 

"Mi piacerebbe estendere la nostra presenza alla Moto3, ma è soltanto un’idea embrionale. Ne stiamo parlando internamente in azienda, per ora vorrei fare bene la Moto2". 

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