“Dopo questa quarantena è stato veramente bello tornare in pista! Misano ha fatto un lavoro incredibile con il nuovo asfalto, di qualità altissima”, ci dice Mattia Pasini, che raggiungiamo telefonicamente dopo il test a Misano. Per la prima volta, infatti, dopo il lungo lockdown si sono riaperti i cancelli di Misano e sono scesi in pista 13 piloti residenti in Emilia Romagna, tra i quali Mattia Pasini.

Ora Misano è più veloce


“La pista era molto sporca, ma credo che sia molto più veloce di prima, è stato bello, mi ha dato gusto tornare in moto”, aggiunge Pasini. “Hanno modificato anche qualche cordolo. Tutto è cambiato in meglio. Hanno fatto un ottimo lavoro secondo me”, aggiunge Pasini, che era fermo da almeno un paio di mesi.

“Prima del lockdown avevo girato un po’ con la R6 e R1: anche se non ho fatto le gare mi sono sempre tenuto in forma”, ci spiega Mattia, che per quest’anno non ha ancora una moto, ma punta a rientrare in Moto2 come ci aveva detto anche in un’intervista durante la quarantena.

Il team SIC58 sarebbe il posto giusto...


A proposito di gare: che novità hai per questa stagione?

“Per adesso poche, vediamo come si evolverà la situazione quando ripartiranno le corse e se c’è qualche opportunità per cui valga la pena tornare in sella”.

Gira voce che tu possa correre con il team SIC58. Ce lo confermi?

“Appena riprenderà tutto vedremo. Se Paolo (Simoncelli, ndr) decidesse di entrare in Moto2, fare una stagione con Paolo sarebbe un sogno, oltre che un’opportunità molto grande per lottare per il titolo. Sarebbe il posto giusto per farlo”, ci conferma Mattia.

Misano blindata


Torniamo al test di Misano. Qual è stata la sensazione nel rispettare i protocolli per il COVID-19?

“Strano, anche se ormai con la quarantena siamo abituati a queste misure, quindi abbiamo rispettato tutti le distanze, abbiamo usato le mascherine quando eravamo giù dalle moto, e in circuito sono stati bravissimi a blindare tutto: non c’era nessuno a parte noi piloti e un meccanico a testa. E' stato strano perché di solito quando andiamo a girare c’è sempre un sacco di gente. Però è stato bello lo stesso tornare in moto, anche con queste restrizioni”.

Secondo te le gare si potranno fare così?

“Saranno dei Gran Premi molto particolari, ma alla fine credo che cambierà più per i fan che sarebbero venuti a vedere…”

Con quale moto hai girato? E con quale team?

Ho girato con una Yamaha R1 che uso normalmente per allenarmi, una stradale preparata da pista: un po’ meno di una stock. Il mio team? Io e un mio amico che mi ha fatto da meccanico!” aggiunge ridendo.

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Il futuro su 4 ruote


Ultimamente ti sei cimentato anche nelle gare virtuali in macchina e hai vinto la All Stars Racing Night (gara organizzata da Sky Sport, al quale hanno partecipato star a tutti i livelli di MotoGP e Formula 1, tra cui Valentino Rossi e Charles Leclerc, assenti però nella seconda manche, vinta da Pasini).

“Sì, ho vinto sul circuito di a Misano, ed è stato bello, abbiamo trovato un modo per ammazzare un po’ questa quarantena. Per le auto questi giochi sono prodotti di  qualità, molto realistici, e in alcuni momenti sembra di andare quasi in macchina per davvero, invece con le moto le simulazioni secondo me sono ancora più indietro, si gioca con il joystick e non riesci a replicare ancora la vera guida della moto”.

In macchina hai già corso anche dal vero. Non è che in futuro…?

“Sì, in macchina ho corso al Rally di Monza 2 volte, ho fatto drifting, ho corso nella Lotus Cup… un domani potrei decidere di spostare il mio obiettivo sulle quattro ruote… potrebbe essere un’alternativa. In quel caso mi piacerebbe fare la 24 Ore di Le Mans…”

Anche il nonno ha vinto


Ultima domanda, ma non per importanza: sappiamo che tuo nonno di 95 anni ha avuto il Coronavirus, come sta adesso?

“Nonno Duilio sta molto molto bene, è stato ricoverato in ospedale ma ha reagito bene, ed è a casa già quasi da un mese, che lavora che è tornato a farci arrabbiare... nel senso buono. Si sta già organizzando per tornare a guidare gli ultraleggeri: quella è una passione alla quale non rinuncia”.

Se vi stavate domandando chi fosse il capostipite della passione per i motori nella famiglia Pasini, ecco la risposta: nonno Duilio, il papà di Luca (anche lui pilota) al centro nella foto sopra, scattata ai festeggiamenti del Pasini Racing Team lo scorso anno: a 95 anni ha vinto il Coronavirus ed è pronto a tornare alla cloche degli ultraleggeri. Chapeau!

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