La stagione in corso ha visto raccogliere pochi risultati alle Speed Up di Fabio Di Giannantonio e Jorge Navarro, che da protagonisti quali volevano essere si sono trovati più volte in difficoltà e a gestire situazioni in salita. A raccontarci cos’è successo è stato il patron del team Luca Boscoscuro, che prima di chiudere la valigia per raggiungere Aragon, ha disegnato il quadro della situazione, ha parlato delle prossime gare, ha delineato il futuro e ha anche detto la sua sullo strano campionato di MotoGP.

Che bilancio facciamo di questo 2020?

“È molto al di sotto delle nostre aspettative. Eravamo partiti con il progetto di stare nei primi 5, cercando di vincere anche qualche gara. La stagione non è ancora finita, però le dieci gare disputate finora sono state ben lontane da dove volevamo essere. Non sono tanto contento. Bisogna lavorare, lamentarsi non serve a niente”.

Alla base di queste complicazioni cosa c’è?

“Le difficoltà sono state principalmente legate alle gomme. L’adattamento dei piloti a queste e della squadra a capire come mettere in condizione il pilota. Noi come squadra dobbiamo lavorare di più e meglio per venirne a capo. La gomma è uguale per tutti. Bisogna fare i risultati e lì la differenza la fa la squadra e il pilota”.

Tutto ruota intorno a questo problema quindi?

La moto funziona bene, e lo dico guardando anche i risultati del rookie, Canet, che ha lo stesso materiale dei nostri due piloti. Essere oggi a metà classifica non è il nostro target”.

Una nota positiva Fabio Di Giannantonio l’ha fatto vedere, salendo sul podio a Barcellona.

Fabio nelle ultime gare è riuscito a essere più costante nei risultati. Andare a podio doveva essere per noi la normalità. È stata comunque una soddisfazione, e in quella gara anche Navarro aveva fatto bene”.

A Le Mans poi le cose sono state un po’ difficili per molti.

Fabio è stato comunque bravo, non è un risultato da lode, ma ha fatto una bella gara perché non era facile in quelle condizioni”.

Cosa ci aspettiamo adesso da Aragon?

“Spero ci siano delle condizioni più o meno normali, perché farà già molto freddo. Mi aspetto di vederli lottare per il podio”.

Come vedi in generale il finale di stagione che vi attende?

“Puntiamo a recuperare posizioni in classifica. Sono i risultati a dire com’è andata. Il quinto non è lontanissimo e la top 5 sarebbe un buon risultato, vediamo se riusciamo ad arrivare il più vicino possibile”.

La particolarità del campionato di quest’anno ha influito sulle vostre difficoltà?

“Sicuramente, abbiamo avuto poco tempo per ragionare tra una cosa e l’altra. Il problema principale è stato il non poter fare test. Se avessimo potuto fare qualche giorno, avremmo macinato i chilometri di tre Gran Premi. In quell’occasione si ha la possibilità di lavorare su tutti i particolari, sapendo quello che si sta facendo. Con due turni di prove libere, tra l’altro in orari diversi, invece le condizioni cambiano completamente e non si ha un quadro chiaro. Nei test non si ha lo stress delle gare. Nei weekend bisognare fare il tempo, i turni di prove sono di 40 minuti. È difficile così mettere a posto la moto”.

A fine stagione poi ci sarà la separazione da Fabio Di Giannantonio.

Dopo le prime gare disputate in Europa non riuscivamo a fare quello che volevamo e in contemporanea il pilota che abbiamo nel CEV stava andando forte. Con Fabio i risultati non erano quelli che entrambi ci prefiggevamo, così entrambi ripartiamo con un’altra avventura”.

Il prossimo anno quindi arriverà Yari Montella?

“Se Dorna è d’accordo, sì. Quest’anno Yari ha fatto un salto di qualità incredibile, sia dal punto di vista dei tempi sia nei risultati in gara. Sulle nove gare disputate oggi ha conquistato sette vittorie, un secondo posto e una non l’ha disputata”.

Passiamo alla MotoGP, mi fai il tuo pronostico?

“Sarei contentissimo se la vincesse Fabio (Quartararo), ma il mio cuore è anche Ducati. Sarei felicissimo se lo vincessero entrambi, perché dobbiamo essere tutti orgogliosi dei nostri colori. Per Fabio ho un debole in più, l’abbiamo trovato noi e siamo riusciti a fargli avere questa possibilità e questo ci rende orgogliosi. Nella lotta al titolo metterei anche Mir, che sta andando molto forte. È un campionato stranissimo, 115 punti sono pochi dopo nove gare per il leader”.

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