Moto2, Bezzecchi: “A 3 giri dalla fine ho chiesto alla moto di non mollarmi”

Moto2, Bezzecchi: “A 3 giri dalla fine ho chiesto alla moto di non mollarmi”© Milagro

Tra problemi nel finale e la paura di ripetere l'errore di Aragon, l'alfiere dello Sky Racing Team ha raccontato i retroscena della sua emozionante vittoria del GP d'Europa: “E’ stata tosta perché il vantaggio non era tanto grande”

8 novembre 2020

Dopo il successo sub-judice in Austria per la penalità a Martin, per Marco Bezzecchi è finalmente arrivata la prima vittoria conquistata “sul campo” della Moto2. L’alfiere dello Sky Racing Team VR46 è stato in testa dall’inizio alla fine tenendo un buon ritmo senza patire l’avvicinamento di Lowes (poi scivolato) e di Martin negli ultimi giri. 

Con questo successo, Bez ha riaperto il suo campionato presentandosi settimana prossima con 29 punti di ritardo da Bastianini. Un po’ troppi per poter sperare, ma la Moto2 riserva sempre grandi sorprese. 

“A tre giri dalla fine ho cominciato ad avere problemi”


Una vittoria molto emozionante per me, ad Aragon ero molto forte ma non ho raccolto punti. Qui ero molto concentrato e sono partito con grandi motivazioni. Mi sono trovato in testa fin dall’inizio e poi ho gestito il vantaggio”, ha raccontato il Bez nel parco chiuso.

A tre giri dalla fine ho cominciato ad avere problemi alla moto, qualcosa che avevo già avuto venerdì durante le prove libere. Quando aprivo il gas, non sentivo arrivare potenza in seconda marcia e mi sono detto 'no dai a tre giri dalla fine no', parlavo con la moto e le dicevo di non mollarmi e per fortuna sono riuscito a gestire”, ha aggiunto il 21enne di Rimini, raccontando il brivido vissuto nel finale.

I fantasmi di Aragon


Ai microfoni di Sky Sport, l’alfiere dello Sky Racing Team ha parlato anche della gestione della gara e del terrore di buttare un'altra grande occasione: “E’ stata tosta perché oggi il vantaggio non era tanto grande - ha spiegato -. Ad Aragon avevo fatto una cosa simile con Lowes ma poi ho fatto un errore. Questa volta ho cercato di rimanere ancora più concentrato rispetto all’altra volta. Mi sono concentrato solo sulla guida, cercando di guidare pulito e non fare errori. Mi è venuto tutto bene fino a quando non è arrivato quel problemino che mi ha destabilizzato per due curve, ma per fortuna sono riuscito a rimanere calmo e l’ho portata a casa”.

Commesso un errore, quel che conta è imparare la lezione, per non compiere due volte lo stesso sbaglio. E Marco, perseguitato dal ricordo di Aragon, sembra averla appresa per bene.

Ce l’avevo in testa quell’errore perché ad Aragon avevo sbagliato. Nonostante sia stato un errore piccolo, siamo talmente al limite che una sbavatura può compromettere una gara - ha concluso-. Sapevo che dovevo cercare di fare le stesse linee, frenate, accelerazioni, fare bene il trick, essere pulito, non distruggere la gomma. Avevo le mappe del freno motore per tenere sotto controllo se magari la gomma calava perché alla fine non abbiamo mai provato a fare una distanza di gara. Ho cercato solamente di essere concentrato, avevo strada libera davanti. Una volta che in partenza ho passato Lowes e Vierge e Roberts si è steso, mi sono detto 'ok proviamo ad andare via' ed è andato tutto bene”.

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