Marco Bezzecchi è il quarto violino dei candidati al titolo mondiale della Moto2 al suo secondo anno nella categoria. La sua è quasi una “Mission Impossible”: dovrà vincere a Portimao e sperare nel passo falso di Bastianini dal quale dista 23 punti. 

Con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte, è vero, ma con il senno di poi vincere la gara di domenica scorsa contando Marini e Bastianini fuori dal podio e Lowes, acciaccato, 15°, sarebbe stato importante per il Bez per avere meno punti di ritardo da Enea.

Forgiato dalle difficoltà


Dopo un 2019, anno di debutto in Moto2, da dimenticare con soli 17 punti raccolti in 19 gare, il Bez ha iniziato questo 2020 sotto un’altra dimensione e con un pacchetto decisamente più competitivo rispetto alla KTM dell’anno precedente. Al netto degli errori e dell’unico piazzamento fuori dalla top 10, il 12° posto all’esordio in Qatar, per il resto della stagione Bezzecchi è sempre stato nella costantemente in top 10 ed a ridosso della top 5. Spiccano la vittoria in Stiria e quella preziosissima in Europa dominando la gara dall’inizio alla fine dando un segnale ai suoi avversari che ci sarebbe stato anche lui nella lotta al titolo fino alla fine. 

Come ha dimostrato quest’anno, dalle difficoltà si può uscirne ed uscirne più forti: podio in Andalusia dopo il ritiro in Spagna, podio in Francia dopo il settimo posto a Barcellona e soprattutto vittoria a Valencia 1 dopo il doppio zero di Aragon che avrebbe steso chiunque ma non lui. Ed ora Bezzecchi si ritrova nella stessa condizione del 2018 in Moto3 quando si giocava il titolo con Martin e Di Giannantonio, oggi suoi avversari in Moto2. 

Incline agli errori


Se da un lato Bezzecchi ha dimostrato che dalle difficoltà si può uscire, dall’altro lato ha ancora tanto da fare per correggere quegli eccessi di foga che lo hanno spesso condotto all'errore. La caduta in Spagna dopo soli 6 giri di gara è un esempio della volontà di strafare e il doppio errore di Aragon pesa come un macigno sulla sua testa: la caduta di Aragon 1 è arrivata al penultimo giro quando sembrava in controllo della gara, lasciando campo libero a Lowes, mentre la seconda è arrivata solamente al terzo giro di gara, ossessionato dal voler rimediare all’errore della gara precedente. 

In questa condizione si trova in “buona” compagnia perché anche Luca Marini, suo compagno di box, ha lasciato punti importanti per strada: la prima in Qatar per un contatto con Dixon a fine gara, la 17^ posizione a Le Mans cortesia del volo nelle libere e Aragon 1 ad inizio gara. Anche Sam Lowes, che peraltro si è rimesso in corsa per il titolo con tre vittorie consecutive (Francia e le due di Aragon), non è incline da errori.

Cosa servirà nell’ultima gara


Quella di Bezzecchi è una vera e propria missione impossibile: 23 punti ed una sola gara alla fine della stagione sono tanti. La storia però ci ha insegnato che un margine così spesso non è stato sufficiente a chi era davanti per garantirsi la certezza del titolo mondiale.

Come si è potuto vedere durante la stagione, è bastato un errore di un pilota per ribaltare le sorti del campionato e la leadership è passata di mano almeno 3-4 volte nel corso della stagione, 3 volte solamente da Aragon a Valencia.

Bezzecchi non deve quindi fare calcoli, deve solo vincere e sperare che succeda qualcosa ai tre davanti a sé per portarsi a casa questo titolo e levarlo a chi l’anno prossimo sarà in MotoGP, vedi Marini e Bastianini.

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