Dopo lo scetticismo e le difficoltà iniziali, la classe Moto2 è riuscita a scardinare anche le riserve degli osservatori più diffidenti, affermandosi come una delle categorie più spettacolari del Motomondiale.

Al momento della sua nascita, avvenuta nel 2010 in sostituzione della classe 250, in molti si chiedevano se potesse essere una classe realmente formativa per la nuova generazione di piloti che si approccia alla MotoGP.

Il debutto nel 2010 e l'arrivo della Triumph


Il primo regolamento della categoria imponeva un motore unico Honda derivato dalla CBR600RR, elettronica limitata e monogomma Dunlop. Gli interrogativi più grandi riguardavano il propulsore giapponese, ritenuto da molto troppo stradale e poco racing.

La svolta per la categoria è arrivata nel 2019, anno d'introduzione del motore Triumph. Cambiamento apprezzato anche dai piloti MotoGP, tra cui l'esperto Valentino Rossi: "Le gare sono sempre divertenti da guardare, soprattutto con l'ultimo step fatto con l'ingresso del motore Triumph e anche con più elettronica. Penso che sia un'ottima moto, in grado di preparare i piloti per la MotoGP perché è pesante, perché puoi lavorare un po' sul freno motore e molto altro", aveva dichiarato il Dottore.

Con l'adozione del tricilindrico di Hinckley, la Moto2 si è velocizzata, avvicinandosi - e di molto - alla top class. Cambiamento che ha favorito la crescita di piloti, permettendo ai nuovi arrivati in MotoGP di trovarsi a proprio agio in tempi relativamente brevi in mezzo ai "grandi".

Ricambio generazionale


Lo schieramento piloti della MotoGP nel 2021 sarà composto da ben 7 piloti che hanno vinto il titolo nella classe intermedia: parliamo di Franco Morbidelli, Francesco Bagnaia, Enea Bastianini, Alex Marquez, senza dimenticare gli esperti Johann Zarco, Pol Espargaro e Marc Marquez. Arriveranno anche Jorge Martin e Luca Marini, piloti che hanno ben figurato nella categoria.

Alla luce di un tale ricambio, possiamo ben dire che la Moto2 si è rivelata essere una classe realmente formativa per i piloti più giovani, grazie al progressivo avvicinamento agli standard richiesti dalla classe regina. Sopravanzandola, a detta di molti, in termini di spettacolarità.

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