Nicolò Bulega rappresenta la continuità nel box del team Gresini Moto2, con l’obiettivo primario di migliorarsi. La prima stagione del romagnolo (la seconda in categoria) con la struttura di Fausto Gresini infatti è stata costellata di momenti complicati, che hanno avuto il loro culmine proprio nell’ultimo appuntamento stagionale di Portimao, quando Bulega ha riportato la rottura del cercine della spalla destra.

“Sono contento di come sta procedendo il mio recupero – conferma Nicolò - dato che sulla carta avrei dovuto impiegare tre o quattro mesi per recuperare, mentre in realtà dopo un mese e mezzo ero già in buone condizioni. Attualmente penso di essere al 90% della forma, e conto di arrivare al 100% per la prima gara dell’anno in Qatar. Finora ho girato solo con dei piccoli motard, senza avere grossi problemi, ma ovviamente guidare una Moto2 è un’altra cosa, quindi i primi test saranno illuminanti”.

Bulega: "Disponibile per il gioco di squadra, in gara ognuno per sé"


Nicolò è consapevole dei passi falsi compiuti l’anno scorso, ma ha altrettanto in mente cosa gli serva per acquisire maggiore costanza, e puntare dunque a conquistare in primo podio nella classe di mezzo.

“L’anno scorso è stato abbastanza difficile per me, e questa nuova stagione è senza dubbio importante. Sono fiducioso perché io ed il team abbiamo iniziato a lavorare bene. Devo cercare di essere più costante, e per farlo serve trovare un buon pacchetto di base, con il quale essere sempre più o meno a mio agio: nel 2020 la moto è spesso sembrata diametralmente diversa da una pista all’altra, e questo non aiuta. Una volta fatto questo si può lavorare sui dettagli, e cercare di conquistare podi e vittorie”.

In tutto questo Bulega dovrà fare i conti con un nuovo ed agguerrito compagno di squadra, ossia Fabio Di Giannantonio. Prevarrà la rivalità o il gioco di squadra?

“Aiutarsi tra compagni di squadra è importante, specie in pista complicate, dato che spesso si ottengono risultati: da parte mia c’è assolutamente l’intenzione di fare gioco di squadra, poi ovviamente in gara ognuno pensa a sé. Con il team mi sono trovato bene già dall’anno scorso, sentendomene parte come se ci fossi da dieci anni, cosa che certamente aiuta anche in pista”.

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