Questa mattina, mentre Fausto Gresini sta lottando contro i postumi del COVID, i ragazzi della sua squadra hanno presentato le livree e la formazione dei piloti che nel 2021 saranno impegnati sia in Moto2 che in Moto3.

Nella classe di mezzo accanto a Nicolò Bulega, alla seconda stagione con il team di Fausto, ci sarà Fabio Di Giannantonio. Per il romano sarà il terzo anno in Moto2, che affronterà per la prima volta con una Kalex del Team Gresini. In realtà, però, Diggia è cresciuto proprio con la squadra capitanata da Fausto, che è stata la prima a portarlo al Mondiale Moto3, supportandolo nei tre anni di classe cadetta.

Il ritorno


Ora, dopo due anni di “separazione”, i due sono di nuovo insieme.

Con Fausto la cosa bellissima è che ci siamo ritrovati. Abbiamo voluto fortemente questo progetto che condividiamo alla grande, l’obiettivo è di fare veramente bene. Fare parte di questo team, di questa famiglia è come tornare a casa, e se siamo tornati insieme vuol dire che c’è un sentimento dietro”, ha esordito Di Giannantonio.

Fabio è apparso molto carico all’incontro con la stampa di oggi.

“Durante questo inverno ho cambiato un po’ la preparazione dopo l’ultima gara a Portimao, perché mi sono fatto male al ginocchio destro, ma alla fine durante l’inverno bisogna prepararsi comunque e arrivare più asciutti e tonici possibile e questo ho fatto”, ci ha detto. “A livello mentale, l’approccio è quello di fare il meglio possibile ma la consapevolezza di avere un bel pacchetto già ti dà un gusto in più”.

Nei due anni precedenti cosa ti è mancato per arrivare alla vittoria? E quanto la desideri?

E’ mancata forse l’attenzione ai dettagli, da entrambi i lati: sia parte mia che della squadra, cosa che invece conto di trovare qui. Dall'inizio dell’inverno stiamo mettendo a punto tutto, e questa è la chiave per lottare per la vittoria, che adesso ci sta".

Con l'obiettivo di vincere (anche il titolo)


“Il nostro progetto è partito per vincere delle gare, anche già dal Qatar, perché no?”, ha aggiunto Diggia. “I test saranno molto importanti per arrivare veloci al Qatar. La Kalex Purtroppo non l’ho provata, perché l’anno scorso verso la fine della stagione mi ero infortunato, ma mi aspetto di trovare una moto veramente competitiva. La Kalex la sto studiando dalla fine della scorsa stagione, attraverso i video: sono stato molto attento a quelle che possono essere le differenze fra una moto e l’altra. Arriveremo ai test già con le idee ben chiare. E alla fine della stagione se sei stato costante e hai collezionato diversi podi e vittorie, puoi far parte della partita per il mondiale”.

La MotoGP può attendere


Alla domanda se sia pentito di aver rinunciato al passaggio in MotoGP che gli era stato proposto da Aprilia, Diggia non ha avuto esitazioni.

“Parlando con Fausto abbiamo trovato la forza per andare avanti insieme, per continuare questo progetto che abbiamo iniziato in Moto2, con la sicurezza di passare in MotoGP l’anno dopo sempre insieme. Sicuramente ringrazio l’Aprilia per aver pensato a me, perché è una Casa importante, che ha fatto tanto nell’ambito della MotoGP e del motociclismo in generale, però sono contento di fare queste due stagioni con Fausto”.

Diggia ha parlato anche della passata stagione, dove non ha raccolto i risultati sperati.

“E’ stata una stagione difficile: abbiamo iniziato non benissimo, soprattutto per le prime sei gare. Sinceramente non ci trovavamo molto bene all’interno della squadra, non riuscivamo a capirci, e questa è stata la causa del disagio delle prime gare. Poi quando abbiamo trovato la quadra siamo sempre stati veloci e competitivi, lottavamo sempre per il podio o comunque per la top5”.

"Non vedo l'ora di iniziare"


Fabio si è dichiarato impaziente di salire sulla sua nuova Kalex.

“Quest’anno è tutto nuovo, i test sono pochi, ma alla fine è pur sempre una moto, e quando ti trovi bene con la squadra viene tutto più facile. La Kalex negli ultimi anni è sempre stata molto competitiva a noi è sempre mancato qualcosina, ed è quello che cerco e penso di trovare nella Kalex.  Non vedo l’ora di iniziare… Voglio arrivare più pronto possibile alla prima gara, che alla fine è una verifica del lavoro che fai a casa. Ora bisogna solo lavorare a testa bassa e poi i risultati vengono da soli”, ha detto.

E se vi state domandando come saranno i rapporti con il compagno di squadra Nicolò Bulega in gara… Diggia ha chiarito subito.

“Con Nicolò siamo nello stesso team, e se siamo entrambi veloci, questo può dare una mano a tutti e due, però nei test. Poi quando la gara è la gara…”, ha concluso Diggia.