Presentava con orgoglio Fausto Gresini il nuovo progetto Moto2 perché tutto italiano e per la prima volta quest’anno i due portacolori hanno vestito i colori della squadra che porta il suo nome, sul circuito di Valencia per una due giorni di test. Il confermato Nicolò Bulega è tornato alla guida della sua Kalex, mentre Fabio Di Giannantonio ha avuto la prima presa di contatto con questa moto.

Buono il primo approccio


Il romano, che ha passato gli ultimi due anni con SpeedUp ha debuttato sulla Kalex, mettendo già a segno il tempo interessante di 1’35.9 e raccogliendo tanti dati in vista del test di Portimao. “Diggia” ha raccontato: “Stracontento di come abbiamo iniziato il lavoro in pista con il team. In realtà mi aspettavo una moto un po’ diversa, più difficile… Mentre le sensazioni iniziali sono ottime, anche se è ovvio che dovrò lavorare soprattutto io sul mio stile di guida per adattarmi. Non abbiamo girato tantissimo però il lavoro è servito tantissimo in vista di Portimao”.

Subito dopo la scomparsa di Fausto c’è stato il dubbio se prendere parte al test, e Fabio ha spiegato: “Credo che girare sia stata la cosa migliore anche per gestire le varie emozioni che abbiamo provato tutti. Sento dentro di me che lavorare e rimanere concentrati sugli obiettivi sia la maniera migliore per salutare Fausto. Il nostro obiettivo era vincere e fare un gran lavoro e ci proveremo per lui”.

"Ci ha distrutto questa situazione"


Feedback positivo anche da parte di Nicolò Bulega che ha chiuso la sua due giorni con 56 giri e un best lap di 1’36.3. Il romagnolo ha anche avuto un ottimo feeling con la squadra e ha detto: “Purtroppo non abbiamo girato quanto avremmo voluto, ma le sensazioni in generale sono state molto buone, sia sulla moto che nel box. La squadra è ottima e abbiamo un grosso margine di miglioramento”. Mettersi subito in moto, dopo la perdita di Fausto, non è stato facile, ma ha dichiarato: “Su Fausto mi mancano le parole… Ci ha distrutto questa situazione, lo abbiamo perso nel giro di pochissimi giorni e il dolore è tanto. Forse non abbiamo realizzato del tutto quanto successo, ma siamo scesi in pista per rendergli onore spingendo al massimo come lui avrebbe voluto”.

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