Si sta avvicinando il debutto stagionale di Tony Arbolino, passato dalla Moto3 alla Middle Class del Motomondiale. Il pilota milanese è ben inserito nel team Dynavolt ed è pronto all'esordio con la Kalex equipaggiata dal tre cilindri Triumph. Il sole sta per calare e si attende l'accensione delle luci artificiali qatariote: "La notte prima degli esami è troppo bella - le parole del numero 14 - si tratta della sera più affascinante ed emozionante. Sto pensando al debutto di domani. Vedermi nei vari video, in azione durante le prove, mi fa sentire davvero contento e fiero di quanto sto facendo. Io devo crederci, perché so che tutto il buono verrà".

Sarà più difficile affrontare le prove o il Gran Premio domenicale?

"Penso che le prove si riveleranno difficili e la gara una conseguenza di esse. Cioè, il lavoro fatto nei turni a precedere il Gran Premio, determina poi la partenza dalla griglia. Nella Moto2, se si parte indietro, ci si imbatte in una situazione rognosa. Contrariamente alla Moto3. Devo fare belle prove ed una buona qualifica, cercando un giro secco, alla 'morte', che mi consenta di partire più avanti possibile. Poi, si vedrà come impostare il ritmo gara: se ne avrò, spingerò. Altrimenti, gestirò. Onestamente, non saprei cosa aspettarmi".

Le differenze tra Moto3 e Moto2 per Tony Arobolino


Rispetto alla monocilindrica 250, la tre cilindri da 765 centimetri cubi offre dinamiche differenti: "Ci sono differenza tra Moto3 e Moto2 - Tony conferma la tesi - ma non così tante. Alla fine, stiamo parlando comuque di due moto da corsa. La Moto2 è facile da intuire nelle proprie reazioni ma, di sicuro, io devo cambiare le mie abitudini in sella. Se queste abitudini sono sbagliate, con la Moto2 non si va forte. Tutto deve essere studiato e adeguato".

Arbolino entra in dettagli, parlando di pneumatici e anche del suo garage: "Per esempio, le gomme sono diverse  - rimarca - ed il motore deve essere sfruttato al meglio del suo potenziale. Il gruppo del team è molto importante, per un lavoro di squadra. Il feeling con il telemetrista e con il capotecnico deve essere al massimo. Per il pilota, trovare il dettaglio è importante. Penso di trovarmi in buone mani con il team Dynavolt. E loro sono nelle mie buone mani".

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