2 di 2

Quali saranno i valori in campo nel 2020?

"Bisogna tenere d’occhio Arbolino, che già quest’anno ha lottato per il titolo e conosce molto bene sia la Honda che il Team Snipers. Vietti Ramus si è già dimostrato competitivo e ha un anno completo di Mondiale alle spalle. Sono curioso di vedere cosa farà Foggia nel team campione del Mondo, Leopard, e di fianco a lui Masia sarà interessante. E poi non dimentichiamoci Rodrigo, che è un veterano della classe, ha un grande potenziale che non è ancora riuscito a esprimere. Con lui ci sarà Alcoba, campione del CEV che ha disputato tre GP in sostituzione proprio di Rodrigo infortunato e che ha fatto vedere cose buone". 

C’è tanta Italia nelle tue previsioni. Dopo il successo di Dalla Porta, il titolo può restare nel nostro Paese?

"Io sono sammarinese, ma le mie basi motociclistiche le ho costruite in Italia, dove sono stato in competizione con tanti piloti che hanno fatto la storia del motociclismo: Marco Simoncelli, Mattia Pasini e Andrea Dovizioso per dirne alcuni. Credo che ci sia bisogno di valorizzare il marchio Made in Italy, perché se ci sono tanti piloti italiani in pista è anche grazie al lavoro dietro le quinte della FederMoto. È un valore da sottolineare". 

Da Foggia a Nepa: ecco tutti gli italiani al via della Moto3

Quali sono i consigli per i piloti della classe inferiore? 

"L’aspetto più importante è il giusto approccio. Il talento porta a tanti risultati, ma saper usare la testa fa la differenza. Ti dà quella voglia e quella grinta in più per andare alla ricerca della vittoria. Non bisogna mai sentirsi arrivati, bisogna mettersi sempre in gioco e lavorare su quegli aspetti che sono da migliorare. Soltanto così si arriva prima degli altri".

Qual è il vero salto per un pilota che arriva nel Mondiale?

"Questo penso che non sia mai cambiato, ed è il discorso dell’approccio. Serve saper interpretare e gestire una sessione o una gara al 110%, all’inizio io stesso non sapevo cosa volesse dire, pensavo di saperlo già fare, ma non era così. La consapevolezza dei tuoi mezzi ti aiuta a farlo".

Quali sono le differenze principali tra 125 e Moto3?

"La 125 era ancora più formativa, avevamo molti più ingranaggi nel cambio ed era possibile personalizzare di più le curve in maniera dettagliata. Oggi non è possibile lavorare in maniera così approfondita, perché ci si concentra sugli aspetti dell’elettronica, il motore a due tempi era completamente diverso. Le moto odierne sono cambiate: gomme, struttura, performance, oggi la velocità in curva è superiore e i piloti riescono a fare degli angoli di piega che una volta erano impossibili".

Moto3, da Arbolino a Vietti Ramus: l'era dei Millennials

2 di 2