Non si ha ancora un'idea del calendario del Mondiale 2020 e il team manager di Leopard Racing Miodrag Kotur resta in attesa di capire quale sarà la prossima mossa di Dorna. Durante questa pausa forzata abbiamo potuto fare quattro chiacchiere con lui sul campionato che si aspetta, su quali alternative possono essere prese in considerazione e su come motiva i suoi due ragazzi, Jaume Masia e Dennis Foggia, in questa situazione di stallo.

Che previsione possiamo fare ad oggi?

È molto difficile. Vediamo che la situazione cambia di giorno in giorno. Dobbiamo seguire quello che dicono i medici e i politici. Sia le squadre sia Dorna, sia IRTA devono adeguarsi anche se stanno facendo il possibile per salvare questo campionato. È stato annullato il GP di Jerez e non so a quando lo potranno spostare, il finale del campionato è già piuttosto pieno. Secondo me non si parte prima di luglio o agosto. Perché se anche si fermasse tutto a fine aprile, ci vorrà tempo prima che si rimetta tutto a posto”.

Quindi prevede l’inizio del campionato in Finlandia, il 12 luglio?

Forse quella non è la migliore tappa da cui partire, è piuttosto lontana. Se potessi decidere io la cancellerei e farei delle tratte più vicine, come Spagna, Italia, Francia, Austria per una questione logistica. Questo se si prevederà di fare una gara dietro l’altra”.

Quanto influirà questa situazione sui team più piccoli di Moto2 e Moto3?

Alcuni team rischiano certamente di chiudere. Perdendo degli sponsor sarà difficile, anche se Dorna tramite l’IRTA ha aiutato le squadre, dando 25mila euro a pilota per sostenere gli stipendi. Questo forse sarà fatto anche per il mese di aprile, però è difficile, oggi come oggi, chiedere agli sponsor di rispettare i contratti. Magari sono aziende che ora devono stare chiuse. Tutto il mondo dello sport è in difficoltà, perché lo è l’economia. Dopo questa tragedia mondiale tutti noi, non solo la MotoGP, dobbiamo trovare degli stimoli per divertire un po’ il pubblico. Però non sono ottimista, ecco. Non posso parlare a nome di Dorna o IRTA, ma credo che stiano studiando tutte le alternative. Più si va avanti e più diminuiscono”.

C’era l’ipotesi di correre anche a dicembre, pur di salvare il campionato.

“Se la situazione di emergenza rientra tra due mesi, si potrebbe fare. Andando magari in quei posti dove fa caldo. Bisogna vedere però come si può organizzare tutto logisticamente e a livello finanziario. Noi per esempio avevamo comprato in anticipo i biglietti aerei e avevamo prenotato gli alberghi, ma le compagnie aeree non rimborsano, fanno dei cambi voli, e quindi per tutti i team ci saranno già tanti soldi persi. Disputare due gare in uno stesso weekend forse potrebbe essere un’opportunità, ma in quello sono implicate anche le televisioni. Potranno trasmettere queste gare? Dovranno fare molti cambiamenti nei palinsesti e mettere tutte le televisioni d’accordo a livello commerciale non sarà facile”.

In questo periodo sei in contatto con i vostri piloti, Jaume Masia e Dennis Foggia?

Certo. Non vedono l’ora di riprendere, si stanno allenando come possono a casa. Cercano di mantenersi in forma. Anche per loro non è facile, ma siamo tutti contenti perché stiamo tutti bene, ed è la cosa più importante. Ci chiamiamo via Facetime e parliamo, scherziamo. Parliamo delle gare dello scorso anno, anche se non erano con noi. Cerchiamo di dimenticare il nostro quotidiano. Purtroppo non sono un mago per poter sapere cosa succederà, ma speriamo veramente di uscirne velocemente”.

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