Un altro grande spettacolo ha messo in scena la Moto3 sul circuito di Jerez, dove domenica 26 luglio ha disputato il terzo GP della stagione. La gara ha avuto un protagonista assoluto, un antagonista per la maggior parte dei giri e l’arrivo sul traguardo è stato, come sempre in volata.

Tatsuki Suzuki - 10

Partito dalla pole position (per la terza volta consecutiva), è stato determinato fin da subito, concedendo poco o nulla agli avversari. Il giappo-riccionese ha dato prova tangibile di consistenza e maturità, dimostrando di essere cresciuto proprio bene sotto l’ala di Paolo Simoncelli. La Honda numero 24 ha quasi sempre mantenuto la prima posizione, ha dominato quasi tutta la gara, si è ben difeso dagli attacchi di Rodrigo ed è riuscito a prendere il margine necessario sul finale per assicurarsi la prima vittoria stagionale. Bravo!

Celestino Vietti Ramus - 9

Il tricolore è stato portato sul podio dal piemontese della VR46 Riders Academy, che dopo aver perso qualche posizioni all’inizio, è stato autore di una bella rimonta. Il 18enne è riuscito a dire la sua sul finale, che ha gestito molto bene, e che gli ha valso un ottimo terzo posto. Ma a punti ci è andato due volte, considerando poi quelli di sutura che gli hanno messo in Clinica Mobile dopo che la celebrazione alla Lando Norris non è andata secondo i piani.

John McPhee - 8

L’inglese è sempre stato nel gruppo di testa e ha sferrato poi l’attacco negli ultimi giri, quelli decisivi in una gara di Moto3. Suzuki, però, ha fatto meglio e quindi ha visto sfumare per soli 64 millesimi il successo. McPhee si è così dovuto accontentare del secondo posto, stesso risultato ottenuto in Qatar. Certamente andrà alla ricerca della vittoria a Brno.

Albert Arenas - 5

A differenza delle due gare passate, in cui si era visto decisamente convincente, lo spagnolo questa volta è stato piuttosto anonimo. Arenas, ancora leader in classifica, poteva diventare il primo pilota in Moto3 a vincere tre gare consecutive, ma una rovinosa caduta gli ha tolto ogni possibilità di entrare nella storia e di allungare in campionato. Ora Suzuki è a meno sei, occhio!

Gabriel Rodrigo - 7

È rimasto incollato a Suzuki per gran parte dei giri, ha anche addirittura preso per un attimo il comando della corsa, ma, proprio sul finale, l’anteriore gli ha fatto capire che era meglio non esagerare. L’argentino chiude così solo quinto, soddisfatto di aver salvato il salvabile su una pista per lui difficile. Peccato!

Tony Arbolino - 5

Anche per il talento di Garbagnate Milanese le gomme hanno deciso il finale. Dopo esser stato nel gruppo di testa, da metà gara in poi ha perso velocità e terreno, chiudendo poi solo decimo. Dopo il podio di domenica scorsa, Arbolino ce lo aspettavamo nuovamente a lottare con i migliori, ma questa volta non è stato possibile.