Il 2020 è stato l’anno della consacrazione per Celestino Vietti nella classe cadetta del Mondiale. Diciannove anni compiuti lo scorso 13 ottobre, alla sua seconda stagione completa in Moto3 (dopo un inizio fulminante con il podio alla seconda gara, in Australia nel 2018) l’allievo della VR46 Riders Academy è in piena lotta iridata quando mancano solo quattro Gran Premi alla fine della stagione (ecco le pagelle del GP d'Aragon).

Palmares


Dopo un 2019 di adattamento, di conoscenza (delle piste e della moto), di esperienza maturata che era sfociata in tre podi e in tante lezioni imparate, quest’anno Celestino si è presentato con un bel biglietto da visita e grazie a impegno, costanza e determinazione ben presto ha fatto vedere di cosa è capace. Il primo podio per il pilota dello Sky Racing Team VR46 è arrivato al terzo appuntamento, a Jerez (dove ha optato per un festeggiamento un po’ sopra le righe) e da lì in avanti è sempre stato stabilmente nel gruppo di testa. Due gare dopo infatti è arrivata la prima vittoria iridata in carriera, a cui ha fatto seguito il secondo posto del Gran Premio d’Emilia Romagna e la seconda vittoria in Francia. Risultati positivi che lo hanno proiettato tra i favoriti della stagione e oggi paga solo 18 punti dal leader.

“Yes, you can”


Quando mancano solo quattro gare alla fine (una ad Aragon, due a Valencia e una a Portimao) Celestino Vietti può farcela. Può mantenere il titolo della Moto3 in Italia, vinto lo scorso anno da Lorenzo Dalla Porta. La classe cadetta è quella in cui, per eccellenza, tutto può succedere. Quello che il piemontese dovrà continuare a fare è lavorare per arrivare la domenica con buone possibilità di vincere. Diciotto punti sono ancora ampiamente recuperabili, quando in ballo ce ne sono cento. Certo è che è vietato sbagliare, quando il leader si chiama Albert Arenas e gli avversari sono Ai Ogura (-13) e Tony Arbolino (-29, dopo il forfait obbligatorio di settimana scorsa). La competitività è alta, ma se Vietti sarà ancora messo nelle condizioni di poter mostrare l’intelligenza, la maturità e il talento visti finora, allora sì che il grande sogno potrebbe diventare realtà.

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