Campione del mondo in carica con il "nostro" Lorenzo Dalla Porta, il Leopard Racing team è tornato sul gradino più alto del podio lo scorso fine settimana, nel Gran Premio d'Aragon, grazie ad un'ottima prestazione di Jaume Masia.

Abbiamo fatto due chiacchiere con il capotecnico Christian Lundberg, che ha tirato le somme del campionato ancora in corso, ha parlato del rinnovo di Dennis Foggia e ha detto la sua sui due piloti che oggi sono al top della classifica di MotoGP, Joan Mir (con cui ha vinto il titolo in Moto3 nel 2017) e Fabio Quartararo, piloti che sono cresciuti sotto la sua ala e che conosce molto bene.

Facciamo un bilancio della stagione fin qui?

“Speravamo di ottenere molto di più. Masia è stato inconcludente, ma almeno sette di queste gare avrebbe potuto vincerle. Invece ha chiuso in quinta o sesta posizione, ci aspettavamo di più da lui. Però penso che possiamo ancora sognare di poter vincere il campionato".

"Da Dennis abbiamo avuto prestazioni altalenanti che non siamo neanche riusciti a spiegarci. La moto vuol dire ma non così tanto, non si può vincere una gara e chiudere quella successiva ventesimo".

A livello tecnico invece qual è la situazione?

"Siamo stati un po’ presi in contropiede. La KTM quest’anno è un avversario in più complice il grosso step fatto sia sul motore sia sul telaio. L’anno scorso lottavamo con tutte Honda e quest’anno invece con anche tante KTM. Siamo un po’ in difficoltà perché ci sono tantissimi avversari che vanno forte. Le qualifiche sono determinanti, le gare sono tiratissime dal punto di vista cronometrico. Il primo fa un ritmo che è vicino al record della pista tutti i giri, e quindi è difficilissimo superare".

Con Foggia avete rinnovato il contratto per il 2021.

“Ci ha convinto positivamente la sua gara di Brno, dove ha vinto con autorità stando sempre in testa. Questo dimostra che è un ragazzo che quando è “in bolla” può mantenere la concentrazione e può fare le gare che piacciono a noi. Ovvero quando si detta legge. Si è perso in qualche gara e l’abbiamo tollerato. D’ora in poi magari avremo un occhio un po’ meno flessibile”.

Cosa ci aspettiamo dal GP di Teruel? Una doppietta di Masia?

“Speriamo di lottare per il podio con entrambi i piloti. Poi l’ultimo giro qui è imprevedibile. Mi accontenterei all’ultimo giro di essere in lotta per la vittoria con un pilota, spero di farlo con tutti e due”.

Dopo Aragon poi arriva Valencia, che pista è?

“Sarà difficile per Dennis, l’incidente dell’anno scorso sicuramente non gli porta dei bei ricordi. Per Jaume spero che il fatto di correre sulla pista di casa gli porti una pressione positiva, che lo aiuti a migliorarsi. Ci possiamo aspettare di tutto”.

Sotto la tua ala sono passati sia Joan Mir sia Fabio Quartararo, che stanno lottando per il titolo in MotoGP. Te lo saresti mai aspettato questo duello?

Dai test di inizio stagione avevo visto che Joan si era adattato molto meglio alla moto e aveva fatto un grosso step. Se devo essere sincero in quel momento non avrei mai pensato che potesse vincere il mondiale, però dopo tre o quattro gare ho cominciato a vederlo sempre meglio. Prima di arrivare a Brno ho scommesso su di lui tra noi del team”.

Quartararo come lo vedi?

“È veloce quanto o più di Joan. La Yamaha sembrava dovesse essere la moto maggiormente a posto da un punto di vista tecnico, però i risultati sono state altalenanti. Fabio ha fatto gare da capogiro e altre abbastanza anonime. Non capisco cosa possa essere successo. Lui è un pilota velocissimo e con le idee abbastanza chiare su cosa vuole dalla moto”.

A livello umano come li descrivi?

“Sono due bravissimi ragazzi, ci sono molto affezionato, non posso che parlarne bene”.

Cosa li accomuna?

“Che hanno corso con me quando erano piccoli! (ride) Hanno un grandissimo controllo della moto e hanno una grande passione per correre in moto, non vedono nient’altro nella loro vita. Daranno sicuramente il massimo. Li accomuna il fatto che senza Marquez vedono questa come un’occasione da non perdere, perché Marquez alla fine li fa soffrire tutti. Sono giovani e lanciati in questo Mondiale”.

Se dovessi fare un pronostico?

“Direi Mir perché ultimamente è stato il più costante nelle posizioni di testa. Se invece dovessi pensare alla velocità e al pacchetto tecnico forse direi Fabio. Suzuki sta facendo meno errori di tutti, o sono meno confusi a livello di set up”.

Quarto in campionato c’è Dovizioso ed è anche lui in lotta iridata.

“Ad Aragon non ha brillato, bisognerà vedere cosa succede a Valencia. Oggi lo vedo abbastanza tagliato fuori dalla lotta per il campionato, anche magari per motivi psicologici. Non è il Dovi che siamo abituati a vedere e che lottava con Marquez nelle ultime tre stagioni”.

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