La stagione 2020 del team SIC58 Squadra Corse non è stata all’altezza delle aspettative di Paolo Simoncelli. A dichiararlo è lo stesso babbo del SIC, che si sfoga con un “finalmente quest’ anno maldestro è giunto al termine”.

In effetti il suo miglior pilota, Tatsuki Suzuki, ha concluso dodicesimo, mettendo a segno sì una vittoria e un terzo posto, ma poi solo qualche piazzamento e tante battute a vuoto, complice anche un infortunio sul finale di stagione. Non positiva, purtroppo, nemmeno la stagione di Niccolò Antonelli, che ha concluso diciannovesimo, sfiorando il podio soltanto una volta, in Repubblica Ceca. Anche per il romagnolo ci sono stati degli infortuni, ma alla fine il bottino di punti acquisito dal team SIC58 è troppo magro.

“Su di noi ci avevo scommesso…”


“Dobbiamo solo essere grati nonostante tutto, perché questo immenso circo chiamato motomondiale, è riuscito ad andare avanti e dobbiamo ringraziare Dorna che ha gestito perfettamente i fili e lo ha portato a termine”, dichiara Simoncelli.

Ma arrivare in fondo, in questa situazione di disagio è stancante: due tamponi a settimana, viaggiare in giorni obbligati a volte impiegando dieci ore per arrivare in Spagna (poiché di voli ce n’erano sempre meno) rimanere relegati in hotel nei tre giorni tra una gara e l’altra in auto-quarantena. Ma anche per quanto riguarda la nostra storia. Tutti i nostri ambiziosi programmi sono andati in fumo, non abbiamo concretizzato nulla di quello che avevamo prestabilito, quando all’ inizio, su di noi ci avevo scommesso. Se ci penso mi fa arrabbiare e psicologicamente, sommando il tutto si era creata una situazione stressante.

Dopo un inizio travolgente, con tre pole di fila di Tatsuki si è spento tutto proprio qui, a Misano con la sua frattura del polso finché siamo arrivati a Portimao con tre cadute di fila alle spalle (non sempre per colpa sua).

Con Niccolò è andato tutto al contrario, inizialmente non in forma e poi verso la fine ha concluso con le prestazioni migliori della sua stagione. Comunque con entrambi non è stato quello che ci aspettavamo. Siamo stati sottotono con prestazioni incolori”, è il giudizio di Simoncelli, che non esita ad essere severo con se stesso e con la sua squadra.

Test rimandati


Con il morale così basso, Paolo Simoncelli non ha voluto partecipare neanche ai test di Jerez.

“Dopo Portimao saremmo dovuti andare a Jerez per i test e per conoscere meglio il nostro nuovo pilota Fellon, ma dopo la gara di domenica mi è sembrato il caso di chiudere definitivamente la stagione, staccare la spina e tornare verso casa.

Vorrei fare i miei complimenti a Tony Arbolino cresciuto con noi dal 2014 quando era alto solo 1 metro e ha debuttato con noi nel mondiale 2017”, ha aggiunto Simoncelli. “Sono felice di questo suo successo. Io l’ho sempre chiamato ‘artista delle moto’, ho sempre saputo che fosse una promessa.

Anche un altro nostro ex pilota, Yari Montella, approderà in Moto2 nel 2021, questo mi rende fiero e orgoglioso del lavoro che stiamo facendo con questi ragazzi giovani”, dice il babbo del SIC.

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Pensando al 2021


Anche per quest’anno questo itinerante e imprevedibile show è finito e con lui la stagione 2020.

"Stiamo già lavorando per il prossimo, da poco è uscito il calendario gare 2021, provvisorio, sperando che tutto torni presto alla normalità. La cara vecchia e semplice normalità, che porterà con se il caotico paddock, risvegliato da un fervente entusiasmo dopo un anno di assenza, le hospitality brulicanti di persone e gli spalti così pieni di rumore e così pieni di voi.

"Sogniamo ancora? Assolutamente! In questo caparbio 2020, sognare è l’ unica cosa che non ci possono togliere”, conclude Paolo Simoncelli.

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