Il campionato 2020 Mirko Cecchini, team principal di Snipers, se lo ricorderà come il primo anno condizionato dalla pandemia del Coronavirus, ma anche per essersi visto sfuggire il titolo iridato della Moto3 per soli 4 punti.

Tanto infatti separano in classifica il vincitore Albert Arenas dal suo pupillo Tony Arbolino (qui le sue dichiarazioni sul titolo), che preso sotto la sua ala tre anni fa l’ha fatto crescere nella giusta direzione facendolo diventare uno dei protagonisti della classe cadetta. In questa pausa invernale appena iniziata Cecchini ci ha raccontato come ha vissuto quest’anno così particolare, diverso dal solito e intenso e ha parlato anche del 2021, quando proverà a vincere il titolo iridato con il confermato Filip Salac e l’esperto Andrea Migno.

Che tipo di campionato è stato quello appena concluso?

È stata una stagione estremamente complicata. Abbiamo disputato la prima gara, poi per quattro mesi siamo rimasti fermi con il dubbio di ripartire. Alla fine il campionato c’è stato e bisogna dare il merito a Dorna che si è impegnata tanto e sono stati sicuramente molto bravi e produttivi. Restare tutti a casa sarebbe stata la fine dello sport per tutti. Fare due gare in uno stesso circuito ha un po’ falsato il campionato, non era mai successo, però abbiamo fatto 15 gare ed è stato un bel campionato”.

Da tuo punto di vista che bilancio fai?

Siamo stati un po’ troppo altalenanti, sia a livello di emozioni sia a livello di risultati. Siamo passati da ottenere bellissimi risultati ad andare in circuiti dove abbiamo fatto più fatica. Lo stop di Aragon con Tony (Arbonilo) ci ha sicuramente tagliato un po’ le gambe (ecco cos'era successo), poi siamo tornati in corsa con le due gare di Valencia. Siamo arrivati secondi, se facciamo un’analisi della situazione non possiamo sicuramente lamentarci”.

Quanto è amaro quel secondo posto per soli 4 punti da Arenas?

Sicuramente molto, non per come è venuto fuori, ma perché il potenziale c’era, Tony ha dimostrato tanto e noi eravamo pronti come team. Alla prima gara in Qatar c’è stato un contatto all’ultimo giro e abbiamo preso solo un punto. Quei quattro mesi successivi a casa sono stati molto difficili, siamo stati a recriminare per una gara che è andata a finire male non per colpa nostra. Siamo arrivati a Jerez forse con quella paura che si ha quando si deve rincorrere. Alla fine però sono venuti fuori i valori di Tony e siamo contenti di averlo portato a raggiungere un risultato come questo. Secondi con quattro punti di distacco e una gara in meno, rimane sempre l’amaro in bocca”.

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Pensi che il titolo l’abbia perso il sabato commettendo quell’errore in qualifica?

Sicuramente quello non ha aiutato. Se partivamo davanti sarebbe stata una gara molto più facile. Penso che gli avversari si misurano anche secondo quello che puoi fare te, Arenas ha passato la gara amministrando il suo vantaggio. Se Tony fosse partito davanti probabilmente veniva fuori lo stesso risultato.

Arbolino il prossimo anno passa in Moto2, com’è stata la sua evoluzione nella vostra squadra?

Ha fatto una bellissima crescita. L’avevamo preso che non aveva fatto ancora nulla e il primo anno era stato di apprendistato. Nel secondo aveva fatto vedere delle cose bellissime, passando un finale di stagione al di sotto delle aspettative. Quest’anno invece è stato la conferma delle sue qualità. Abbiamo ottenuto cinque podi, una vittoria; in un campionato di Moto3 così imprevedibile e complicato non è poco. Siamo contenti di averlo aiutato in questo processo di crescita e siamo sicuri che si troverà molto bene in futuro”.

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Dall’altra parte del box invece c’è Filip Salac con cui continuerete anche il prossimo anno.

Eravamo partiti benissimo in Qatar, poi i quattro mesi di stop l’hanno un po’ fermato. Abitando in Repubblica Ceca ha avuto meno possibilità di allenarsi, ci siamo ripresentati a Jerez un po’ in difficoltà, non con le stesse potenzialità di marzo. Ha fatto un po’ di fatica a metà stagione, poi avevamo ritrovato un po’ la strada, arrivando sempre a punti ed essere costruttivi, ma a Valencia purtroppo si è fatto male e ha dovuto saltare le due ultime gare. Ci aspettiamo un bello step di miglioramento il prossimo anno, dobbiamo solo che consolidare i risultati. I primi cinque del campionato non ci saranno più, dobbiamo fare un campionato da protagonisti”.

E il suo nuovo compagno di squadra sarà nuovamente italiano, Andrea Migno. Cosa ti aspetti da lui?

Siamo sempre rimasti in contatto con Andrea. Mi fa piacere e lo aiuteremo a mettersi in mostra, a essere più concreto in gara con la Honda, con la nostra e la sua esperienza. Con le sue capacità sono sicuro che faremo bene. Lotteremo per vincere fin dalla prima gara. Dobbiamo solo capire come aiutarlo, come tirare fuori tutto il suo potenziale, ma non penso sarà un problema”.

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