Il 2020 resterà per Dennis Foggia l’anno della prima vittoria iridata, e non potrebbe essere altrimenti. A parte ciò il romano può vantare altri due podi all’interno della stagione più complicata dell’era moderna, ma anche diverse giornate storte, che non gli hanno permesso di chiudere più avanti della 10^ piazza in classifica generale. Un risultato forse non completamente in linea con le aspettative di pilota e team (Leopard), che comunque continueranno insieme anche nella prossima stagione.

Dennis, come descriveresti il tuo 2020?

“Il lockdown tra la prima e la seconda gara ha inciso tanto sulla stagione, che comunque mi ha regalato la mia prima vittoria nel mondiale. Su alcune piste ho speso più tempo del previsto alla ricerca del giusto assetto, in altre la fortuna non mi ha aiutato: a Misano ad esempio ero veloce, ma nella prima non ho potuto evitare Binder con conseguente esplosione dell’airbag, mentre nella seconda sono stato steso. A Portimao ho fatto un importante passo avanti dal punto di vista tecnico, ed è arrivato un bellissimo podio. Mi dispiace che la stagione sia finita proprio quando avevo trovato la strada, ma perlomeno posso pensare con fiducia al 2021”.

Come hai vissuto la stagione da punto di vista umano?

“Non è stato facile, dato che in diverse gare sono dovuto andare da solo, mentre di solito ho sempre avuto mio padre al fianco, il che mi è mancato. In teoria avrei dovuto avere la possibilità di portare un accompagnatore, ma purtroppo nella maggior parte delle gare mio padre è dovuto restare nel parcheggio. Spero che il prossimo anno tutto torni come prima”.

"Con Masia convivenza distaccata, ognuno è presto andato per la sua strada"


Nel 2021 sarai ancora insieme al team Leopard, un team di alto livello che punta senza mezzi termini a vincere. Hai sentito la pressione quest’anno?

“Non particolarmente, d’altronde il team è consapevole della sua forza, e punta a vincere quanto me. Abbiamo sistemato alcune cose nell’arco della stagione scorsa, anche grazie alla loro professionalità: siamo un binomio che può lottare per il titolo”.

La presenza di un compagno “scomodo” come Masia è stata un problema?

“Io e Jaume abbiamo vissuto la convivenza in maniera abbastanza distaccata, ma può succedere dato che siamo rivali sin dai tempi del CEV. Sin da subito non siamo riusciti a mettere in pratica le giuste strategie in prova, così ognuno è andato senza rancori per la sua strada, senza attuare giochi di squadra. Io dal canto mio ho ascoltato sempre il team, quindi sono sereno”.

Qual è la tua opinione sul titolo di Arenas? Meritato?

“E’ il pilota che ha vinto più gare, ed ha utilizzato bene la sua grande esperienza, quindi a mio parere è giusto che abbia vinto lui il mondiale. Quando sono stato a posto tecnicamente sono sempre riuscito a lottare con lui, ed anche a batterlo, il che mi aiuta a pensare che il potenziale per vincere non manchi né a me né al team”.

Purtroppo per dimostrarlo nuovamente dovrai aspettare di diversi mesi.

“Fosse per me tornerei in pista domani, specie dopo le belle sensazioni provate in sella a Portimao (ride ndr). Sfortunatamente questo non è possibile, quindi ora penso a rilassarmi un po’, per ricominciare gli allenamenti in modo da arrivare pronto alla prima gara".

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