Era il 2012 quando un giovane Romano Fenati vinse a sorpresa il GP di Spagna davanti al compianto Luis Salom e a Sandro Cortese. Insieme all’ottavo posto di Niccolò Antonelli, quel trionfo accese una luce nel buio del vivaio italiano, da qualche anno a secco di piloti competitivi e protagonisti in ottica titolo. Il campionato 2021, dominato (fino ad ora) dallo spagnolo Acosta, astro nascente del motomondiale, ha un po' oscurato le prestazioni dei nostri, che sembrano faticare nel ricambio generazionale che dal 2012 ad oggi ha prodotto innumerevoli piloti arrivati fino alla top class. Facciamo il punto della situazione nel momento in cui la Moto3 si gode la pausa estiva.

Foggia e Fenati i punti di riferimento

L’exploit di Pedro Acosta ha senz’altro focalizzato tutta l’attenzione della Moto3 sul giovane spagnolo, capace di vincere in 4 occasioni e issarsi in vetta alla classifica con 158 punti davanti al connazionale Sergio Garcia. Subito dietro il pilota Aspar troviamo il migliore degli italiani, Dennis Foggia, vincitore del GP del Mugello e dell’ultima prova di Assen.

È lui il nostro pilota di punta in questo momento della stagione, sintomo di una crescita tecnica e mentale che fa ben sperare per il futuro. C’è chi riconosce in Foggia, l’ultimo baluardo di una fucina di talenti che ha prodotto tanti piloti veloci; dai vincitori iridati della Moto2, Bagnaia e Bastianini, a Marini, o ancora a Di Giannantonio, Bezzecchi, Arbolino, Dalla Porta e Vietti; quest'ultimi tutti protagonista oggi in Moto2.

Come detto, il periodo di rinascita nella piccola cilindrata si fa risalire al 2012, con l’esplosione di Romano Fenati. 9 anni dopo, l’ascolano è ancora protagonista, essendo tra i più veloci quasi in ogni week-end come dimostrano i 2 podi ottenuti ed il quarto posto in classifica alle spalle di Foggia.

Migno e Antonelli veloci ma poco incisivi

Gli altri protagonisti italiani sono senza dubbio Andrea Migno e Niccolò Antonelli, due veterani della Moto3 che nelle prime 9 gare hanno sfruttato la loro esperienza ma senza raccogliere i frutti che sembravano essere alla loro portata. Migno, autore di due pole position, è decimo in classifica, con un podio alle spalle. Nella seconda parte di stagione è chiamato a trasformare in risultati una velocità ed una competitività fuori discussione.

Settimo in classifica, e con un podio raggiunto, Antonelli, altro pilota di talento al quale però è mancato un guizzo degno di nota. Più indietro in classifica, Nepa, Rossi e Bartolini, chiamati ad una seconda parte di campionato in cui accumulare più esperienza possibile per poi essere, l’anno prossimo, gli eredi di un movimento in apparente fase calante.

Ducati, Paolo Ciabatti fiducioso in vista della prossima gara