Moto3 Portimao, Acosta: “ll giorno più bello, Stoner e Schwantz i miei idoli”

Moto3 Portimao, Acosta: “ll giorno più bello, Stoner e Schwantz i miei idoli”

"Nell'ultimo periodo sembrava non arrivare mai il momento, ma oggi ce l'ho fatta. Ho cercato di stuzzicare Foggia in questi giorni. Vincere in Moto2? Devo provare la moto, ma non mi pongo limiti"

Il weekend di Portimao potrà essere ricordato per tante ragioni, ma la prima sarà certamente il trionfo di Pedro Acosta, rookie terribile che ha fatto saltare con il tritolo gli equilibri della Moto3. Anche oggi lo spagnolo ha corso una gara da esperto, nonostante i soli 17 anni, che gli ha consegnato (complice anche la follia di Binder) il suo primo titolo mondiale. “Non so che farò stasera - confessa - devo ancora parlarne con la squadra”, ha detto ai microfoni di Sky.

L’emozione ovviamente è tanta, dopo un ultimo periodo non particolarmente semplice. 

“Questo è il giorno che sognavo da tanto tempo. Nelle ultime gare ci sono andato vicino ma sembrava non arrivare mai, invece oggi è successo e sono davvero felice”.

A testimoniare l’importanza della giornata e della posta in palio c’è il gioco mentale messo in atto da Pedro al termine del warm up odierno, con un saluto ironico a Foggia non sfuggito alle telecamere. 

“E’ stata anche una battaglia psicologica, dovevo fare qualcosa. Era da qualche giorno che cercavo di mettergli pressione, così l’ho stuzzicato un po’”. 

Acosta: “Ho parlato di strategia con Jorge Lorenzo”


 
 
 
 
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Lo spagnolo non dimentica di ringraziare tutti coloro che lo hanno aiutato a raggiungere il tanto sognato titolo, dimostrando ancora grande maturità. 

“Senza la squadra sarebbe stato impossibile raggiungere tutto questo, ed è impossibile scegliere una persona più importante di altre. Ringrazio il mio coach Paco, la mia famiglia ed il team, tutti hanno contribuito a questo risultato”. 

Un risultato che lo avvicina ai suoi idoli, in primis un australiano ed uno statunitense.

“Come piloti ho sempre ammirato Stoner e Schwantz, mentre come persona direi Paco, che da quando ho cinque anni è stato come un secondo padre. Ho parlato anche con Lorenzo oggi, soprattuto di strategia”. 

Ed ora la Moto2, con un sogno nel cassetto. “Per prima cosa devo provare la moto, poi vedremo. Il titolo? Non mi pongo limiti, bisogna sempre crederci”.

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