Andrea Dovizioso non si nasconde: quelli con Ducati sono stati otto anni esplosivi, scanditi da momenti indimenticabili e giornate da dimenticare, come la stagione 2020, che ha visto il forlivese alle prese con problemi di adattamento alle nuove gomme Michelin, che hanno reso impossibile la rincorsa all'agognato titolo Mondiale.

Prima di staccare la spina e viversi il suo anno sabbatico, coltivando la sua grande passione per il motocross, Dovi, ospite di Motoweek, ha risposto alle domande del nostro Direttore, Federico Porrozzi, di Serena Zunino e Mirco Melloni, parlando a cuore aperto di Ducati, MotoGP e di quello che sarà, o potrebbe essere, il suo futuro.

Cosa ti mancherà di più in futuro del fare il pilota a tempo pieno?

"Mah. Innanzi tutto dobbiamo vedere il futuro come sarà, perché ci sono varie idee. Non è ancora chiarissimo - dice Andrea -. Diciamo che quando tu hai una stagione davanti, come è stato fino ad oggi, è tutto più programmato. Hai dei giorni ben definiti in cui devi cercare di essere il più pronto possibile, la preparazione... Ma soprattutto, la differenza è che ti limiti a fare certe cose perché la tua priorità è essere a posto al 100% per la MotoGP. Questa sarà secondo me la grossa differenza".

Qual'è il ricordo più bello di questi otto anni con Ducati?

"Ce ne sono stati tantissimi di momenti bellissimi, perché comunque i risultati che abbiamo ottenuto insieme sono qualcosa di grosso e secondo me, inaspettato da tantissima gente. Quindi tantissima soddisfazione. Come tutte le cose che fai con 'gli italiani' e la Ducati in questo caso, è sempre tutto esplosivo. In positivo e in negativo. Quando siamo riusciti a vincere è stato esplosivo. Le vittorie, con tanta sofferenza, ti fanno godere molto di più quando le ottieni. E poi, soprattutto, nel modo in cui le abbiamo ottenute".

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