È stata presentata a Parigi la trentasettesima edizione della Dakar, la settima sul suolo sudamericano da quando, nel 2009, abbandonò l’Africa dopo l’annullamento della gara dell’anno precedente. Non ci sarà il Perù, il cui Governo non ha accettato le richieste economiche di ASO. Ci saranno invece i tre Paesi che hanno caratterizzato l’ultima Dakar: Argentina, Cile e Bolivia, ma con una configurazione nuova che richiama quella delle prime edizioni in America del Sud. Partenza e arrivo saranno infatti dalla capitale Argentina, Buenos Aires, da dove la maratona prenderà il via il 3 gennaio 2015 con il podio di partenza e il giorno successivo con la prima tappa, per concludersi il 17 gennaio dopo tredici tappe. La sede della giornata di riposo sarà Iquique, nel nord del Cile, ben conosciuta per la famosa discesa di sabbia che si lancia direttamente sul bivacco in riva all’Oceano Pacifico. Ma non sarà uguale per tutti: le auto vi sosteranno il 10 gennaio, le moto il 12. Ci saranno anche il prossimo anno le tappe marathon, senza assistenza, questa volta anche per le auto, mentre la Bolivia, dopo l’esperimento dell’ultima edizione riservato solo a moto e quad, sarà teatro probabilmente di quattro tappe, anche se lo schema definitivo della gara non è stato ancora svelato. La notizia più eclatante è però il passaggio di Cyril Despres alle quattro ruote. Quasi contemporaneamente alla presentazione della Dakar è stato annunciato il ritorno di Peugeot che ha ingaggiato l’asso francese, oltre a Carlos Sainz e con tutta probabilità Stephane Peterhansel, che però al momento è ancora sotto contratto con la Mini. La Dakar 2015 non vivrà dunque la sfida Coma/Despres, che è stata il leit motiv degli ultimi dieci anni.