di Riccardo Piergentili A San Diego, nel secondo round della stagione 2016 dell’AMA Supercross, Ryan Dungey (KTM) aveva iniziato la sua serie positiva di successi, che lo avevano portato in testa alla classifica del campionato. La scorsa settimana, nel quinto round, a Glendale, Ken Roczen (Suzuki) aveva rialzato la testa, sfruttando la giornata no dello statunitense, che a San Diego II ha dimostrato tutta la sua forza. RYAN È TORNATO INVINCIBILE - Il tedesco della Suzuki sembrava in grado di impensierire Dungey, che però a San Diego II è stato impeccabile ogni volta che ha messo le ruote in pista, dimostrando che Glendale è stato un semplice incidente di percorso. Il pilota della KTM è stato sempre il più veloce, mentre Roczen è stato costretto a inseguire, dovendo fare i conti anche con molti altri avversari, tra cui Millsaps, Seely, Anderson, Musquin e Tomac. NON CE N’È PER NESSUNO - Al via Dungey è partito come un razzo, seguito dalle due Honda di Seely e Canard. Buono anche lo spunto di Roczen (quarto), che nei primi due giri è stato costretto a difendersi dagli attacchi della Kawasaki di Tomac e solo dal terzo giro ha iniziato ad avvicinarsi alle CRF450R che lo speravano da Dungey. Spettacolare la partenza di Musquin, che all’uscita della prima curva, per evitare di essere disarcionato dalla sua KTM, è sceso e risalito dalla sella in mezzo al gruppo! UN SECONDO AL GIRO - Roczen, nonostante qualche giro veloce, nella prima metà della gara ha fatto capire di non avere il passo per impensierire né Dungey, né Seely, né Canard. Nei primi cinque giri Dungey ha guadagnato circa un secondo al giro sul tedesco e circa tre secondi su Seely. Dopo questo “forcing” lo statunitense della KTM ha iniziato ad amministrare il vantaggio, dimostrando una capacità di gestione della gara fuori dal comune. ROCZEN ALL’ATTACCO - Al dodicesimo giro, forse anche a causa della continua pressione di Tomac, Roczen ha deciso di aumentare il ritmo, passando Canard, sfruttando un suo leggero calo prestazionale. Probabilmente solo a quel punto Roczen ha capito di essere entrato davvero in gara troppo tardi, dato che Dungey, al comando, aveva oltre sei secondi di vantaggio e che il secondo posto di Seely era comunque un obiettivo difficile da raggiungere, perché il pilota della Honda poteva gestire tre secondi. LA RIMONTA DI ANDERSON - Nelle battute finali della gara è stato Anderson (Husqvarna) a sorprendere. Canard e Tomac, impegnati nel loro duello e nei doppiaggi, non si sono accorti dell’arrivo del pilota della Husqvarna, che prima ha sopreso Tomac, attaccandolo con decisione e mettendolo in condizione di perdere metri preziosi, poi ha raggiunto e sorpassato anche Canard. DUNGEY SI ALLONTANA - Dungey ha tagliato solitario il traguardo, seguito da Seely e Roczen. Quarto Anderson, quinto Canard, sesto Tomac e settimo un bravo Musquin, autore di una spettacolare rimonta dopo la quasi caduta alla prima curva. Ora in campionato Dungey (144 punti) ha 26 punti di vantaggio su Roczen (118 punti). Il sorprendente Anderson è terzo, con 111 punti. Il campionato è virtualmente aperto, anche se, con un Dungey così in forma, per la lotta da seguire sarà quella per il secondo posto... Twitter: @Hokutonoken_79