Thomas Oldrati e Andrea Verona: favole d'Italia

Thomas Oldrati e Andrea Verona: favole d'Italia

I due azzurri che si sono contesi il titolo della E1 raccontano la loro cavalcata. Verona: "il mondiale di categoria e il terzo posto nell’EnduroGP dopo Holcombe e Freeman: non potevo chiedere di più!".  Oldrati: "il secondo posto di classe è comunque un grande risultato, la velocità che sono riuscito a mostrare mi ha rinfrancato"

Dario Agrati

15 dicembre

La classe E1, nel Mondiale appena concluso, ha parlato italiano: Andrea Verona si è aggiudicato il titolo, battendo Thomas Oldrati in extremis. Un epilogo da favola, sette anni dopo il precedente trionfo in una delle grandi categorie, la E2 conquistata da Alex Salvini. 

Separati da dieci anni di età, Verona e Oldrati hanno però parecchio in comune. Quando erano bambini salirono entrambi per la prima volta su una Minicross seguendo la passione di papà, Simone Verona e Luciano Oldrati. Poi sono passati alla Minienduro e all’Enduro cadetti, raggiungendo in poco tempo il palcoscenico dell’EnduroGP. Oldrati, 31 anni, Verona 21, sono stati precoci anche nel diventare campioni del Mondo a livello Junior e Youth: Oldrati nel 2008, Verona nel 2017. Poi quest’anno si sono contesi il titolo E1, conquistato dal veneto, mentre Oldrati ha chiuso nuovamente secondo

L’annata si è decisa soltanto all’ultimo con Verona campione del Mondo davanti a Oldrati, mentre negli Assoluti d’Italia 250 4T le posizioni tra voi due si sono invertite. 

Verona: "Si è deciso tutto in novembre. Nel campionato italiano ero indietro di sei punti. Quindi avrei dovuto vincere entrambe le giornate per aggiudicarmi il titolo italiano, ma lui ha avuto la meglio. Poi ai due GP consecutivi in Portogallo sono arrivato con due punti di vantaggio su Thomas. Dopo il primo GP il mio vantaggio è aumentato di quattro lunghezze e alla fine il vantaggio è stato di dieci".

Oldrati: "Sicuramente è stata una stagione appassionante. Negli Assoluti sono partito con due vittorie e alla fine ho vinto il titolo. Nel Mondiale è stato Verona a partire con due vittorie. È stato bello battagliare con lui". 

Cosa vi ha lasciato il Mondiale disputato su quattro Gran Premi?

V: "È stata una situazione particolare, perché non si sapeva quando sarebbe partito il Mondiale. Quindi con gli allenamenti c’è stata un po’ di confusione. I quattro GP sono stati impegnativi, con gare di Enduro vero, e tutti in condizioni diverse: Francia con polvere e poi fango, il GP Italia, sabato su asciutto e domenica con pioggia e fango, con Enduro Test difficile e tecnico, Cross Test di difficile interpretazione, Extreme Test tostissimo. Gli ultimi due GP in Portogallo avevano speciali tra rocce, molto tecniche e rese insidiose dalla pioggia".

O: "È stato un campionato strano, ristretto come tempi. Poi è stato bizzarro correre per due weekend nello stesso posto con la gara completamente identica cambiando soltanto il senso di marcia delle prove speciali. Questa è un po’ la cosa che mi ha colpito di più di questa stagione". 

Verona e Oldrati cosa pensano l’uno dell’altro? Possono pesare i dieci anni di differenza nell’Enduro ai massimi livelli?

V: "Thomas è un professionista vero. Lo ammiro per la dedizione che mostra quando si allena. Come persona non l’ho mai conosciuto bene. All’ultima speciale degli Assoluti abbiamo avuto una piccola discussione; siamo avversari in gara perché l’Enduro è uno sport individuale, ma fuori c’è massimo rispetto e lo abbiamo dimostrato anche in questo faccia a faccia". 

O: "Andrea è un bravissimo ragazzo, molto educato e riservato, umile, ponderato quando parla. È giovane ma ha già mostrato tutto il suo valore".

Avversari in gara, amici una volta tagliato l’arrivo?

V: "Fuori il rapporto è normale, non abbiamo mai avuto modo di frequentarci. Ognuno ha la propria strada e il suo percorso, ma quando siamo stati insieme con la Maglia Azzurra è stato diverso, perché il clima di squadra unisce". 

O: "In corsa si è rivali ma finita la gara siamo amici, anche se con Andrea non ho un rapporto quotidiano perché viviamo abbastanza lontani. Però grazie alla Maglia Azzurra e alla Sei Giorni, abbiamo passato molto tempo insieme, quindi nessun tipo di problema tra noi".

Come definisci l’altro come pilota?

V: "Thomas è un grande avversario e lo ha confermato quest’anno. Veloce su ogni terreno e sempre con pochi errori. Io ho forse commesso qualche errorino in più perché era la mia prima stagione in E1, e l’ho affrontata con un programma in cui dovevo spingere da subito; più ti avvicini al limite e più è facile fare un errore. Credo però di essere migliorato molto durante questa stagione, proprio grazie al confronto con Thomas".

O: "Sapevo benissimo che quest’anno Andrea sarebbe stato un avversario tosto perché è un gran talento. Si vede da come guida. Mi piace moltissimo il suo stile molto pulito. Devo essere sincero: tante volte mi chiedo come faccia ad andare così forte". 

Dove si è decisa la corsa al titolo mondiale?

V: "Il sabato del GP Portogallo 2, dove il mio vantaggio era di soltanto quattro punti: avrei dovuto vincere una delle due giornate per conquistare il titolo mentre Thomas avrebbe dovuto vincerle entrambe. Sabato ho vinto incrementando la leadership di sette punti. Domenica sono stato più tranquillo perché mi sarebbe bastato il 4° posto". 

O: "Soltanto all’ultimo weekend. Io avevo commesso due sbavature e lasciato quattro punti, che sono quelli che mi separavano da lui prima dell’ultima gara: avevo perso due volte la seconda posizione per pochi secondi, con Tarroux in Francia e con Magain nel primo weekend portoghese. Nelle ultime due giornate, allora, avrei dovuto vincere sempre, sabato ci ho provato ma Andrea andava un po’ più forte di me, soprattutto nell’Enduro Test". 

Comprendendo anche gli Assoluti d’Italia, com’è stata la stagione?

V: "Sono soddisfatto, ho centrato l’obiettivo principale del Mondiale, mentre il titolo degli Assoluti mi è scappato perché Thomas ha commesso meno errori. Sono contento perché nell’Assoluta dell’EnduroGP ho chiuso terzo dietro soltanto Holcombe e Freeman. Sono cresciuto molto quest’anno anche grazie a Thomas, perché ci siamo confrontati in ogni speciale migliorandoci sia a livello di velocità che di costanza. Ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato a raggiungere questi obiettivi". 

O: "Penso di aver disputato una grandissima stagione, merito anche della preparazione dello scorso inverno, per trovare più velocità nei miei punti critici come il Cross Test: i risultati si sono visti. Mi manca ancora qualcosina però sono contento, comunque ho 31 anni e riuscire a trovare ancora la motivazione per migliorare è positivo". 

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A chi dedichi i risultati ottenuti?

V: "Questo Mondiale lo dedico a tutte le persone che mi hanno dato una mano negli anni passati. Ringrazio tutti, dalla mia famiglia, a mio padre Simone che ho sempre vicino anche se ci ha lasciato nel 2018, la mia ragazza Jenny, poi Antonio Xausa, la TM che mi ha sempre supportato in questi ultimi quattro anni, in cui ho vinto con loro tre titoli mondiali. Roberto Vismara con la 50, Giulio Migliorato nel 2016 con Gabrielli, Daniele Salucci con la TM nel 2017 in cui abbiamo vinto il titolo iridato Youth, la FMI che mi ha sempre supportato, il Moto Club La Marca Trevigiana con Sergio, Walter, Massimo, Vittorio, Paolo Pinarello, Gianni Gazzola di Gaerne che è stato il mio primo sponsor. Magari ho dimenticato qualcuno, però chi mi ha aiutato sa di averlo fatto e lo ringrazio".

O: "La dedica è per chi mi è stato vicino. Penso a Matteo Boffelli che, oltre a essere il mio manager, è un grandissimo amico, alla mia ragazza Sara, alla mia famiglia, tutto il team, Diego Sonzogni, il mio tecnico. E Antoine Méo che è venuto a darci una mano all’ultima gara, e Honda-RedMoto. Non ho vinto il titolo ma sono soddisfatto: ho mostrato di saper stare davanti sia nel Mondiale che in Italia, anche nell’Assoluta, visto che in Italia sono stato 2° per un punto".

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