L’ottimismo è il profumo della vita, diceva il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra. Una battuta che potrebbe sintetizzare il recente rientro alle gare per infortunio di due plurititolati piloti dell’Enduro italiano. Uno è stato campione mondiale e vice iridato. L’altro, con un passato da Crossista, dove è stato due volte vice iridato della MX3, una volta passato all’Enduro ha vinto un Mondiale nel 2013 e altre due volte è terminato secondo.

Del resto, bisogna essere ottimisti, se parliamo di Thomas Oldrati, prossimo ai 32 anni, che compirà il 20 luglio, e Alex Salvini, 35 anni compiuti lo scorso 5 settembre. Ottimismo per Oldrati, costretto a saltare la gara degli Assoluti a Passirano acausa di un infortunio al pollice della mano destra. È stato operato a metà febbraio, per accelerare il suo debutto stagionale sulla 450 4T, dopo aver già gareggiato in questa classe nel 2018, passando alla 250 4T nel2019 e nel 2020; prima ha sempre corso con moto 2T 300 e 250. Fiducia per Salvini, che è rientrato alle gare nella prova d’apertura degli Assoluti d’Italia, proprio a Passirano, vincendo subito la 450 4T, dopo essere stato operato (a novembre 2020) all’articolazione dell’omero della spalla destra, dopo i problemi fisici del 2019 e 2020.

Poche settimane fa Oldrati e Salvini si sono ritrovati agli Assoluti, in Sicilia, da avversari, nella 450 4T (al Mondiale questa classe sarà la E2); tutti e due in sella a Honda-Red- Moto CRF 450RX. Come hanno vissuto la loro sfida con lo sguardo rivolto al futuro? Loabbiamo chiesto agli interessati in un faccia a faccia che lascia pochi dubbi, perché i due galli del pollaio Honda-RedMoto di Egidio Motta non lasceranno nulla di intentato; vogliono essere anche tra i protagonisti del Mondiale E2, dove dovranno fare i conti con Steve Holcombe, Josep Garcia, Wil Ruprecht, Hamish MacDonald, Joe Wotton.

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Ripartenza


Con uno sguardo al passato e ai vostri rispettivi infortuni, da dove siete ripartiti quest’anno?

OLDRATI: «Durante l’inverno ho lavorato molto e tutto è andato bene, sia con la nuova moto, che a livello fisico. Purtroppo, a tre settimane dalla gara di Passirano, per una piccola scivolata mi sono infortunato. Ripartendo subito con la preparazione, pur senza andare in moto per un mese, a Custonaci sono arrivati i risultati positivi ».

 SALVINI: «Le mie ultime due stagioni sono state difficili per via degli infortuni. Nel 2019, nel GP Grecia, la spalla destra mi ha messo davvero in difficoltà, condizionando anche tutto il 2020, passato tra visite mediche, consulti di specialistici in ortopedia e terapie. Alla fine ho dovuto abbandonare la stagione per sottopormi all’intervento chirurgico, a inizio novembre. Nel 2021, almeno, sono ripartito in condizioni cliniche stabili, anche se con tanto lavoro per tornare a essere in buona condizione fisica, per l’inizio del Mondiale».

Non vi sentite un po’ due galli nel pollaio per il fatto di correre con la stessa moto, identica cilindrata, nonostante i vostri team siano differenti?

O: «Sinceramente no. Anche se io e Alex corriamo con la stessa moto e ci teniamo a mostrare che uno va più forte dell’altro. Sicuramente dà fastidio a entrambi arrivare secondi. Corriamo in due team differenti e quindi ognuno va per la propria strada».

S: «Non più di tanto. In passato, nel Cross, mi è capitato diverse volte di avere un compagno di team o di Marca con la mia stessa moto ma anche nelle scorse stagioni con Charlier o McCanney è stato uguale. Più che due galli in un pollaio, la vedo come uno stimolo reciproco per potersi migliorare, anche perché lavoriamo in due strutture separate».

 Aspettative


Cosa vi aspettate dalla nuova stagione?

O: «L’obiettivo è riuscire a vincere il più possibile, soprattutto per gli zero punti di Passirano. Per il Mondiale, la E2 non sarà una classe facile con Holcombe, Garcia, Ruprecht, MacDonald, Wootton. Mi sento però in forma e con la moto e il team mi trovo molto bene. Ho bisogno di correre un po’ e riprendermi dall’infortunio».

S: «Non voglio crearmi aspettative troppo ambiziose, quelle le lascio ai ragazzi più giovani. Nello sport, quello che hai fatto in passato, ogni anno si azzera, quindi devo essere onesto con me stesso e valutare che ho 35 anni con alle spalle due stagioni di infortuni e un intervento chirurgico abbastanza importante. Voglio soltanto fare del mio meglio e divertirmi in moto, godendomi una nuova stagione di gare. Se i risultati saranno buoni, sarò felice».

Come vi trovate a guidare la nuova CRF 450RX, che è in pratica la moto con cui Tim Gajser ha vinto la MXGP 2020?

 O: «Con la nuova moto mi trovo molto bene. Da subito, quando ho iniziato a provarla, mi è piaciuta; telaio molto maneggevole, agile, motore più semplice, che si addice alle mie caratteristiche di guida. Sono stati fatti degli ottimi sviluppi. È una moto più elettronica con tre mappe e i tre controlli di trazione che sono un vantaggio per noi Enduristi».

 S: «La moto ha un grande potenziale e notevoli migliorie rispetto al modello precedente. L’agilità e la precisione, sono sicuramente i suoi punti forti. Come tutte le moto nuove, necessita di un po’ di tempo per la messa a punto ottimale; tempo che purtroppo non ho avuto in inverno, per via dell’intervento, perciò la sto sviluppando gara dopo gara».

 Tecnicamente cosa differenzia le vostre due moto? Anche perché Salvini corre con pneumatici Borilli, Oldrati con Metzeler. Quanta importanza hanno oggi le gomme nell’enduro?

 O: «Non conosco quali possano essere le differenze tra le nostre due CRF 450RX Enduro. Io utilizzo pneumatici Metzeler, che conosco molto bene, avendo sviluppato anche un nuovo pneumatico nel 2020, che ho già utilizzato alcune volte. Il mio tecnico, quest’anno, ha comunque fatto veramente dei bei passi avanti con il motore e con le sospensioni».

 S: «Le nostre due moto sono abbastanza differenti non soltanto per le differenti caratteristiche di guida tra me e Thomas ma anche per l’utilizzo di componentistica tecnica di differenti partner e fornitori, tra cui i pneumatici, che per noi piloti sono la connessione con il terreno. Da parte mia, sono estremamente soddisfatto di lavorare e sviluppare i prodotti di Borilli Racing, con l’obiettivo di proporre prodotti al top per l’Enduro e vincere nelle gare».

Come è stata la vostra preparazione invernale?

O: «A gennaio sono stato due settimane in Sicilia, insieme con i miei compagni di team, a cui si è aggregato Rudy Moroni. Ho cercato di stare più tempo possibile sulla moto, testando terreni diversi o più estremi, dove la CRF 450RX Enduro ti mette più in difficoltà».

S: «È stata una preparazione al rallentatore, anche per un’emorragia post-intervento alla spalla, che mi ha fermato per alcune settimane. Sono risalito in moto soltanto a inizio febbraio ma sono ancora molto lontano dal sentirmi in forma fisicamente. Sapevo che sarei stato molto indietro in queste prime gare. Fortunatamente il Mondiale inizierà soltanto in giugno e utilizzerò tutta questa fase degli Assoluti d’Italia per migliorare gradualmente la mia condizione».

 Quest’anno la FIM gestirà l’immagine e la promozione del Mondiale: cosa vi aspettate?

O: «Negli ultimi anni ci sono stati problemi per come era gestito il Mondiale. Ora, con la FIM, speriamo di compiere uno step in avanti. Se commetteranno degli errori, la responsabilità non sarà più di qualcun altro. Credo sia nell’interesse della FIM fare bene, anche se sarà una stagione di transizione, perché dal 2022 subentrerà un nuovo Promoter».

S: «Sicuramente la FIM ha le competenze, le risorse e le idee per svolgere un grande lavoro. Speriamo soltanto che arrivino al mondiale Enduro ricordandosi che non è la MotoGP».

Obiettivi


Quale obiettivi vi siete dati per i primi Gran Premi?

O: «Al Mondiale, il pilota da battere sarà Holcombe; poi ci sarà Garcia, che l’anno scorso ha dimostrato tutto il suo potenziale nella gara in Portogallo. Vedo bene anche Ruprecht e MacDonald ma anch’io e Salvini potremo dire la nostra».

 S: «Non mi pongo troppe domande. Se dovessi finire nella Top 5 di tutte le giornate sarebbe un bel risultato; se andassi sul podio, credo sarebbe grandioso».

E per il titolo della 450 4T degli Assoluti d’Italia chi la spunterà tra voi due? Per il titolo assoluto sono così difficili da battere gli inglesi?

O: «Guadagnare 20 punti a Salvini significherebbe vincere tutte le giornate di gara... Per il titolo assoluto, nel 2020 ci ho provato ed è sfumato per un solo punto».

S: «Mi dispiace che, per l’infortunio al pollice, Thomas abbia dovuto saltare la prima gara. Di sicuro ora Thomas è più veloce e in forma rispetto a me ma proverò a rendergli la vita più difficile. Per l’Assoluta, sia io che Thomas abbiamo sempre battagliato per il primato ma quest’anno, per gli infortuni subìti, speriamo possa esserci  anche un altro italiano».

Il 2021 è iniziato con il passaggio del Team Boano alla TM, con la Fantic rappresentata da tre team e da diversi piloti che hanno cambiato moto e cilindrata. Cosa ne pensate?

O: «Sono due Marchi italiani. Per quanto riguarda la Fantic, è un team nuovo nell’Enduro. Quella di Boano, è la struttura che sta lavorando meglio e si vede anche dai risultati. Ha creato un gran bel team. Complimenti a Jarno».

S: «È normale che nel paddock ci siano dei cambi di casacca da parte di team e piloti. L’arrivo delle Fantic così in forze, poi, può soltanto fare bene al nostro mondo e ne sono molto contento».