EnduroGP: i tre moschettieri Verona, Guarneri e Cavallo

EnduroGP: i tre moschettieri Verona, Guarneri e Cavallo

Cosa pensano uno dell’altro, delle loro rivalità, delle loro squadre e delle loro moto. Ma soprattutto... Cosa pensano della Sei Giorni dove, per una volta, saranno alleati

Dario Agrati

2 settembre

Nello sport, in qualsiasi sport, dal motociclismo al ciclismo, passando per il nuoto e il tennis, e la Formula 1, spesso capita di assistere a lotte tra campioni. Nella classe E1 della EnduroGP 2021, finalmente, questa lotta è “Made in Italy”: Matteo Cavallo, Davide Guarneri, Andrea Verona sono protagonisti... del Mondiale ma anche di una inedita intervista tripla!

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Vi aspettavare una stagione 2021 da assoluti protagonisti, considerando l’alto livello tecnico dei vostri rivali?

CAVALLO: “L’obiettivo era quello di essere competitivi e lottare per il titolo degli Assoluti e della EnduroGP. Una volta provata la moto, ho capito le potenzialità. Durante l’inverno ci siamo allenati bene, con buoni risultati già dalle prime gare. Ora devo soltanto recuperare dal mio infortunio”.

GUARNERI: “Ho iniziato con il Team E50 Racing, debuttando in sella alla Fantic 125 2T. Una moto che mi ha fatto ritornare un po’ al passato, vincendo in anticipo il titolo italiano con anche ottimi risultati nell’Assoluta. In sella alla 250 4T è stato tutto favorevolmente sorprendente, grazie al team e alla Fantic”.

VERONA: “Tutti e tre abbiamo debuttato con una nuova moto. Guarneri, negli Assoluti, ha corso con la 125 2T; non potevo avere un suo riferimento come tempi delle speciali perché al Mondiale ha cambiato classe. Io e Cavallo, invece, ci eravamo già confrontati agli Assoluti”.

Ognuno di voi ha sicuramente una precisa idea degli altri. Raccontatecele!

C: “Andrea e Davide mi hanno impressionato per la loro velocità su tutti i tipi di terreno e per la costanza. Ci conosciamo da un po’ di anni e li stimo, sia come piloti che come persone. Sono contento di essere con loro nella E1, dove cercherò di tornare al più presto ad altissimo livello”.

G: “Avevo già visto le potenzialità di Cavallo e Verona. Sono due bravissimi ragazzi, anche al di fuori dell’ambito moto; oggi non è facile trovare persone come loro, soprattutto nell’ambito agonistico. Ho una buona relazione con tutti e due. Nella mia esperienza, vedere due piloti giovani che vanno forte è una grande soddisfazione. Sono contento che posso dargli del filo da torcere”.

V: “Mi aspettavo che sarebbero stati due avversari tosti, al Mondiale. Guarneri si è dimostrato molto forte ed è il mio avversario principale nella E1. Cavallo si è infortunato e non è riuscito a correre i primi due GP. In Estonia ha faticato, in una gara difficile. Al momento è al comando dell’Italiano 250 4T ma ci giocheremo il titolo all’ultima prova”.

Che voto vi dareste a questo punto della stagione?

C: “Forse un 6, per incoraggiamento. Sono abbastanza contento dei risultati ottenuti. Sono primo nell’Italiano 250 4T, dove ho vinto diverse giornate”.

G: “È difficile darsi un voto, perché ogni stagione è diversa. Sono partito nell’italiano con la 125 2T, collaborando attivamente con la Fantic. Il mio Mondiale l’ho iniziato senza un obiettivo preciso. Impossibile darmi un voto preciso, ma il giudizio è positivo”.

V: “Un inizio di stagione in salita per il cambio moto, ma gara dopo gara siamo cresciuti. Ho cominciato tardi con i test e c’era molto da imparare, adattare, sviluppare. Mi darei un 8”.

Siete i migliori piloti della categoria E1. Vi sentite anche i migliori italiani della EnduroGP?

C: “Non posso dire di essere tra gli italiani più veloci, perché in Estonia rientravo alle gare; subito dopo c’è stata la Svezia e le mie condizioni non potevano essere delle migliori. In Svezia, nel Day 2, sono pure caduto. Prima dell’infortunio, però, ero competitivo”.

G: “Cerco di dare il mio meglio nell’Enduro, dove le condizioni sono diverse a ogni gara e prova speciale. Cercare di rendere al meglio, smussando i punti deboli e migliorando i punti forti. Sono comunque soddisfatto dei risultati ottenuti”.

V: “Sono soddisfatto dei miei risultati ottenuti in E1 ed EnduroGP. In Estonia ho vinto anche qualche speciale Assoluta con buoni tempi anche nelle altre prove”.

Le vostre squadre sono considerate le migliori della EnduroGP. Quali sono i punti di forza dei team per cui gareggiate?

C: “La forza del Team Boano è il lavoro di squadra e il fatto di essere una famiglia, dove tutti cercano di farti sentire a proprio agio e incoraggiarti nei momenti difficili. L’obiettivo, per tutti, è vincere”.

G: “Nel Team E50 il dialogo è ottimo tra team manager, capo meccanico, la Fantic e me. Mi danno fiducia e riescono ad ascoltare le mie esigenze e i miei consigli. Siamo partiti come nuovo team Fantic senza particolari aspettative e questo ha creato distensione. Il vantaggio di Cavallo è che, tornando al Team TM-Boano, ha trovato un ambiente dove si è sempre trovato bene, in aggiunta allo stimolo di guidare la moto campione del Mondo 2020. Il vantaggio di Verona è che ha alle spalle il Gruppo KTM, oltre a essere campione in carica”.

V: “Aver portato al debutto la GASGAS nella EnduroGP è una grande soddisfazione, così come essere anche l’unico pilota a rappresentare questo brand”.

Qual è la dote che amate di più delle vostre moto con motore quattro tempi?

C: “Ho ereditato la moto 2020 di Andrea. La configurazione è abbastanza simile, con ulteriori sviluppi. Mi trovo benissimo, come prestazioni facilità di guida. Ha un motore incredibile; telaio e ciclistica che ti permettono di spingere al massimo, con molta istintività”.

G: “Della Fantic 250 4T mi piace il modo in cui abbiamo sviluppato le mappature e la curva del motore, che spinge progressivamente”.

V: “Il motore è molto lineare e quando il terreno diventa impegnativo e tecnico, si utilizza facilmente. Punto di forza sono anche le sospensioni WP, che rendono la moto veloce, stabile e sensibile anche nei tratti più difficili”.

Qual è stato il momento più bello e quale il più difficile della vostra stagione?

C: “Nel primo caso penso alle due giornate di Assoluti d’Italia a Custonaci, dove abbiamo ottenuto risultati incredibili con il Team TM-Boano, il podio completo nell’Assoluta con Ruprecht e Macoritto. Il momento più brutto, a Castelli Calepio, dove mi sono fratturato il piede sinistro. Da lì ho capito che tutto sarebbe stato in salita”.

G: “Bella soddisfazione vincere la domenica in Portogallo e in Svezia, dove arrivare primo con un moto italiana è stato un valore aggiunto 100%. Il momento più difficile è quello che deve venire nel corso della stagione; gli impegni sono fitti”.

V: “La gara a Castelli Calepio, dove ho vinto l’Assoluta, è stata una grandissima soddisfazione, che mi ha ripagato del lavoro. I momenti più brutti... i risultati delle prime gare, in cui nella classifica Assoluta non ero ancora competitivo”.

Nella Sei Giorni, fate parte dell’Italia in Maglia Azzurra al Trofeo Mondiale. Come vorreste vivere questa esperienza, finalizzata al risultato di squadra? Dovrete mettere da parte le vostre rivalità e lottare insieme contro i campioni in carica degli USA e le quattro star della Gran Bretagna.

C: “Sono felice di fare parte del Trofeo, anche se non sarò al massimo delle mie potenzialità. L’obiettivo è quello di ottenere il migliore risultato possibile. Dopo la Svezia, comincerò subito l’allenamento con la E3, per dare il massimo contributo alla squadra”.

G: “La Maglia Azzurra è sempre stato mio obiettivo, da quando ho lasciato il Cross per l’Enduro. Ne ho fatte tante: quest’anno saranno 12. Non è soltanto lottare per un risultato di classe, lo scopo è riuscire a fare squadra in uno sport individuale. Se indossi la Magia Azzurra, devi rispettare delle regole in uno stile organizzato, quasi militarizzato. Alla mia prima Sei Giorni, chiusi una giornata nonostante un problema tecnico alla moto. Non ho mai mollato, proprio per il risultato di squadra”.

V: “È un onore rappresentare l’Italia alla Sei Giorni. Il nostro è una buon quartetto, in cui mi trovo bene. Gli USA saranno avversari tosti, come pure la Gran Bretagna. Però anche noi siamo una bella squadra, sia nel Trofeo Mondiale che nel Trofeo Junior”.

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