Enduro, Andrea Verona: “Il futuro? Servirà una cilindrata maggiore”

Enduro, Andrea Verona: “Il futuro? Servirà una cilindrata maggiore”

"Il 2021 è stato un anno indimenticabile, con l’oro alla Sei Giorni e il titolo-bis nella E1. Il passaggio alla GASGAS mi ha costretto a conoscere una nuova moto: abbiamo lavorato tanto ma alla distanza abbiamo trovato le soluzioni migliori"

Dario Agrati

19 novembre

L’Inno di Mameli, ormai, è la canzone preferita di Andrea Verona. “Mi piace sempre di più 'Fratelli d’Italia'. Quest’anno l’ho cantata spesso sul gradino più alto del podio, nel Mondiale, fino all’indimenticabile coro collettivo alla Sei Giorni. Ed è fantastico, quando suonano l’inno italiano, vedere tutti i componenti del Team GASGAS che lo cantano insieme a me sotto il podio". I tecnici del team con sede a Bergamo, Paolo Raza, Stefano Cenzin, Cristian Ruggeri, la fidanzata Jenny, il minder Antonio Xausa sono il circolo più stretto per il campione veneto, che quest’anno ha vinto dieci delle 12 giornate di gara della E1, mentre nelle restanti due ha fatto centro Davide Guarneri. Il titolo, il ventiduenne vicentino l’ha festeggiato nel GP di Langeac, in Francia.

“In una regione e in una Nazione che, forse ancora più dell’Italia, hanno l’Enduro nel proprio DNA; speciali bellissime, dove occorre avere qualcosa in più per vincere, con un seguito di pubblico da MXGP. A Langeac ho coronato il sogno di vincere il mio sesto titolo iridato, il secondo nella E1, al debutto assoluto con la GASGAS, dopo quello del 2020 con la TM. A questo punto si può soltanto dire che tutto è stato super. Ringrazio anche Fabio Farioli, che pur nella sua responsabilità di team manager dell’arancione KTM, ha sempre avuto un occhio particolare per noi della rossa GASGAS, come se fossimo la Ferrari dell’Enduro”.

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Dominatore


Sei titoli a 22 anni dicono quanto Verona sia una star dell’Enduro mondiale: prima della doppietta in E1, aveva vinto Youth (2017), Coppa Junior FIM EJ1 (2018), campionato Junior Assoluto e Coppa FIM EJ1 (2019). Fatica, equilibrio, tanto lavoro, voglia di guardare sempre avanti e di non accontentarsi mai nell’affrontare una nuova sfida. Il Vangelo secondo Andrea, fratello di Simon Pietro, che Gesù chiamò presso il Giordano, divenuto patrono della Chiesa ortodossa. È la terra che si è aperta di nuovo anche quest’anno dopo qualche timida preoccupazione per il debutto con la nuova GASGAS. Basta guardare il bottino di vittorie di speciali ottenute da Verona nel mondiale E1. Sul totale delle 132 prove disputate nei sei GP, è stato primo 70 volte, 28 secondo, 9 terzo, mentre nella EnduroGP ha ottenuto sette primi, nove secondi, 20 terzi posti.

In gennaio eri stato annunciato da KTM Italia per la E1 sulla 250 EXC F, poi è arrivata l’ufficializzazione della GASGAS con la EC 250F. Cosa hai pensato?

“Sono partito a inizio anno con KTM Italia appoggiato al Team Pro Racing Sport di Alex Belometti. Poi è arrivata l’occasione di passare al team ufficiale GASGAS e assieme al team manager Fabio Farioli abbiamo trovato la soluzione, cambiando l’organizzazione. È stata una grandissima soddisfazione entrare a far parte, da ufficiale, di un team importante anche sotto l’aspetto tecnico. Ho firmato per due anni con la GASGAS. Abbiamo portato per la prima volta al mondiale EnduroGP questo marchio del gruppo KTM”.

Così intorno a te si è dovuta creare anche una nuova struttura tecnica.

“Si, abbiamo creato una squadra su misura per me. Il mio meccanico Paolo Raza mi ha seguito nel passaggio dalla TM alla GASGAS. Si è aggiunto Stefano Cenzin nel coordinamento capotecnico, Cristian Ruggeri come capo meccanico del reparto corse di KTM-Farioli. Poche persone ma sufficienti per creare un ottimo lavoro di squadra. I risultati ottenuti hanno confermato la scelta giusta delle persone”.

Il tuo debutto a inizio marzo negli Assoluti d’Italia a Passirano e in Sicilia è stato però tutto in salita con tre seconde posizioni.

“L’inizio non è stato facile, siamo partiti in ritardo a causa del cambio di team, eravamo un po’ indietro con la preparazione della moto e il feeling con la GASGAS non era dei migliori a causa del poco allenamento. È stato un inizio in salita ma ogni giornata di gara è stata uno step in avanti. Matteo Cavallo ha guidato la TM della mia stagione precedente senza fare grossi cambiamenti, avendo avuto tutto l’inverno per allenarsi al meglio, ed è riuscito a essere più veloce nella prima metà degli Assoluti che poi ha vinto”.

Sempre negli Assoluti d’Italia, hai continuato a migliorare gara dopo gara fino alla prima vittoria di Fabriano, poi altri due secondi a Piediluco fino a vincere le ultime tre giornate, chiudendo a soltanto tre punti da Cavallo.

“Il calendario prevedeva cinque prove nella prima metà della stagione, di conseguenza ho dovuto prendere confidenza con la moto praticamente soltanto in gara. Cavallo è riuscito ad accumulare un vantaggio che gli ha permesso di arrivare all’ultima prova con un discreto margine”.

Com’è stato il lavoro di sviluppo con la moto?

“Abbiamo testato da subito molti pezzi e soluzioni possibili che la GASGAS mette a disposizione. È incredibile la quantità di opzioni da poter adottare. Mi sono trovato in difficoltà perché non era facile scegliere la migliore soluzione ma sono stato aiutato dai tecnici e dagli ingegneri trovando un buon equilibrio dopo un paio di mesi. Ci siamo concentrati su ciclistica, sospensioni, manubrio, piastra di sterzo e qualche test sul motore. Penso che gli elementi più importanti siano le sospensioni, che devono trasmettere fiducia, e con i tecnici WP abbiamo raggiunto il giusto compromesso”.

Nel Mondiale, al primo GP in Portogallo, con Cavallo infortunato, hai scoperto di avere un avversario in più perché Guarneri la domenica ti ha costretto alla seconda posizione.

“Nella prima prova in Portogallo alcuni miei avversari della E1 erano infortunati: Larrieu, Cavallo, Espinasse. La Fantic ha sostituito Larrieu con Guarneri, che si è rivelato un avversario tosto non soltanto nella mia categoria ma anche nella classifica EnduroGP. Complimenti a Davide”.

Poi però ti sei subito riscattato con le doppiette in Italia e in Estonia, un terzo e primo in Svezia, fino a concludere il Mondiale con quattro vittorie consecutive.

“È stata una grande sfida. Sono riuscito a riscattarmi con la doppia vittoria a Edolo. In Estonia un’altra vittoria registrando due terze posizioni in EnduroGP. In Svezia ho faticato molto sabato, chiudendo terzo dietro a Guarneri e Bernardini, mentre domenica sono riuscito a riscattarmi vincendo la E1 con una bella seconda posizione anche in EnduroGP”.

Dietro di te nella E1 hanno chiuso nell’ordine Guarneri, Bernardini, Magain, Soreca, Crivillin e Cavallo: cosa pensi di loro?

“Guarneri è stato il mio principale avversario, poi Bernardini da rookie, Magain che lo scorso anno aveva concluso in terza posizione. Soreca ha fatto un grande passo avanti conquistando il podio in Portogallo e ha ancora margine per crescere e migliorare. Crivillin è molto forte in alcune prove speciali anche se ha bisogno di acquisire esperienza su certi tipi di terreno. Cavallo, senza l’infortunio, sarebbe stato molto tosto da battere anche nel Mondiale”.

La cura dei dettagli


Se la tua GASGAS EC 250F è divenuta sempre più performante, anche tu sei migliorato su ogni terreno. Come affronti le gare? Studiando nello specifico ogni dettaglio delle speciali per ottenere il massimo dalla tua guida?

“Cammino e visiono in ogni dettaglio tutte le prove speciali, studiando come mi ha insegnato Antonio Xausa, miglioro le traiettorie come faceva Mika Ahola. Solitamente percorro a piedi due volte ogni speciale, se risultano facili da ricordare, mentre se sono più impegnative le ripercorro anche quattro volte. Mi piace e mi diverte inventare le traiettorie pensando a come impostare una curva, un passaggio, qualche invenzione tecnica, soprattutto nelle Extreme Test. Nei Cross Test, studio le traiettorie, mentre negli Enduro Test mi piace ricordare le curve, i punti ciechi”.

Su quale terreno ti senti più forte?

“Non ho un terreno preferito. Mi alleno e mi diverto su qualsiasi tipo di terreno senza avere alcuno schema mentale da seguire”.

Il 2021 è stato indimenticabile: bis nel mondiale E1 e vittoria alla Sei Giorni nel Trofeo Mondiale in Maglia Azzurra con i tuoi rivali Guarneri e Cavallo. Cosa vi ha reso così uniti alla Sei Giorni per il risultato di squadra?

“Aver condiviso la Sei Giorni nella formazione dell’Italia con Guarneri, Cavallo e Thomas Oldrati è stato un po’ particolare, siamo diretti avversari nel Mondiale e agli Assoluti d’Italia. Ma alla Sei Giorni con la Maglia Azzurra il lavoro e gli obiettivi sono finalizzati soltanto alla squadra e ogni nostra rivalità scompare”.

Sul podio sempre con l’indice al Cielo, come se volessi salutare tuo padre Simone, mancato prematuramente il 30 marzo 2018.

“La perdita di mio padre è stata dura, mi ha costretto a diventare più forte e a crescere. Da lui ho la spinta per affrontare con più forza i momenti difficili. Da parte della mia famiglia c’è sempre stato un grande sacrificio per portare avanti la passione per l’Enduro trasmessa da mio padre Simone”.

Primo nella E1 e sul terzo gradino del podio della EnduroGP dove hai lottato con avversari come Freeman, Garcia, Ruprecht e Holcombe. Cosa pensi di loro? Avresti potuto anche ottenere qualcosa di più?

“Anche lo scorso anno ho chiuso con questi risultati. Il 2021 è stato però decisamente più combattuto; è ritornata la KTM con Garcia, mentre Ruprecht ha sorpreso come Guarneri. Poi Freeman e Holcombe sono sempre tra i migliori in EnduroGP. A mio avviso Garcia è il pilota più veloce anche se commette qualche errore per il suo stile di guida. Anche Ruprecht è stato un avversario davvero veloce”.

Da quattro anni l’imprenditore di trasporti Xausa, già molto legato in passato ad Ahola, è divenuto come un secondo padre per te: com’è nato questo vostro legame?

“Sono cinque anni che conosco Antonio e mi sta dando una grossa mano su tutto. Il nostro legame è nato alla fine del 2015 quando stavo cercando un aiuto e sono entrato in contatto con lui attraverso il suo Moto Club. In questi anni abbiamo trovato insieme delle soluzioni che mi hanno aiutato a crescere. È un grande amico e grazie a lui ho conosciuto anche sua figlia Jenny, che è la mia fidanzata”.

Hai già pensato insieme con la GASGAS al 2022? Resterai sempre nella E1 oppure accetterai la sfida di passare alla E3 per competere ad armi pari, con la GASGAS EC 300 2T, contro le Beta di Freeman o Holcombe?

“Nel 2022 continuerò con la GASGAS, ma non abbiamo ancora definito nulla per la prossima stagione. Trascorrerò un periodo di riposo per poi iniziare la preparazione in vista della nuova annata. Con il team cercheremo di trovare una soluzione che soddisfi tutti. Sinceramente, per puntare al titolo della EnduroGP dovrei salire su una GASGAS di maggiore cilindrata”.

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