Intervista a Thomas Oldrati: “Per il 2022, ricomincio da capo”

Intervista a Thomas Oldrati: “Per il 2022, ricomincio da capo”

Thomas Oldrati nel 2022 ritornerà sempre con Honda-RedMoto per il Campionato Mondiale FIM EnduroGP della classe E1 e agli Assoluti d'Italia nella 250 4T, dopo aver gareggiato nel 2021 nella E2 e 450 4T con la Honda-RedMoto CRF 450RX Enduro 

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Dario Agrati

23 dicembre

Si è lasciato alle spalle un 2021 tutto in salita causa tre seri infortuni in cui è incappato nei primi sei mesi della stagione, ma con due grosse felicità. La prima di essere divenuto a metà luglio papà di Liam, il 4 settembre vincere il Trofeo Mondiale alla Sei Giorni dell’Oltrepò Pavese-Alessandrino con la squadra dell’Italia insieme a Davide Guarneri, Andrea Verona, Matteo Cavallo. Se la nascita del figlio avuto dalla compagna Sara Bianco, ha regalato a Thomas Oldrati un’immensa gioia e nuove responsabilità, nello sport si può però essere predestinati ad un’impresa. Tra, queste, sicuramente una prestigiosa come quella di indossare la Maglia Azzurra e riportare in Italia quel Trofeo Mondiale che all’enduro italiano mancava dal lontano 2007.

L’esame della vita, del resto, è sempre il prossimo. Lo sa molto bene a 32 anni (28.7.1989) Oldrati che per il 2021 ha deciso di ritornare sulla CRF 450 con cui aveva già corso nel 2018, dopo aver già guidato la CRF 250 nel 2019 e 2020 con cui è stato due volte vice iridato della E1. Una scelta coraggiosa, quella di Oldrati, che per tutto lo scorso inverno ha lavorato al massimo per preparare la sfida ai “mastini” della E2. Purtroppo l’inizio con le gare non è stato dei migliori. Ancora prima dell’apertura degli Assoluti si è infortunato al pollice della mano destra operato a metà febbraio. Altra tegola nel quarto round del tricolore con piccola frattura all’articolazione sterno-clavicolare sinistra.

Due settimane più tardi, al primo GP del Mondiale in Portogallo rovinosa caduta in speciale con scandaloso nessun riscontro dopo i controlli in ospedale. Lunedì Oldrati rientra in Italia a Bergamo accusando però dolori all’addome. Si sottopone ad accertamenti medici presso il Centro Medico Humanitas Gavazzeni di Bergamo con immediato ricovero per la frattura di due costole, ma soprattutto sotto stretta osservazione causa un preoccupante trauma addominale.

“Sicuramente non mi aspettavo un inizio di 2021 così complicato; tre infortuni dopo tutto il lavoro svolto in inverno con la squadra e l’ottimo feeling di guida che avevo già trovato con la nuova CRF 450RX Enduro avrebbero messo al tappeto chiunque”. Oldrati, ci racconta.
 
Grazie ai tuoi attributi e self control, da metà luglio le cose hanno però iniziato ad andare meglio nei due GP di Estonia e Svezia con anche l’iniezione di fiducia della convocazione per la Sei Giorni nell’Italia del Trofeo Mondiale. Come hai vissuto questo periodo in cui la tua compagna Sara Bianco ti ha fatto diventare anche papà di Liam?

“Il merito è di non essermi mai abbattuto reagendo e lavorando sempre duro per rientrare velocemente dopo i miei tre infortuni. Da metà stagione, fino all’ultimo GP, è andato tutto bene con un crescendo nei risultati e cominciando a essere a ogni gara più consistente. La nascita di Liam, mi ha sicuramente dato anche nuove motivazioni e una giusta tranquillità”.


 
Sei Giorni con Davide Guarneri con cui in passato hai avuto qualche attrito come compagno di squadra e i due giovani Andrea Verona che nel 2020 ti ha sconfitto nella sfida decisiva del Mondiale E1 e Matteo Cavallo. Come hai vissuto la rivalità di tre avversari tosti in perfetta armonia di una squadra votata con la Maglia Azzurra a vincere il Trofeo Mondiale che l’Italia non si aggiudicava dal 2007?

“Per vincere la Sei Giorni tutti noi quattro sapevamo bene cosa dovevamo fare. Le rivalità sono rimaste fuori con la massima armonia per per oltre due settimane che siamo rimasti insieme”.
 
Vincere il Trofeo Mondiale nel 2021 in Italia dopo aver vinto il Trofeo Junior nel 2018 in Grecia che significato ha avuto per te e cosa hai provato quando siete diventati Campioni del Mondo a squadre?

“Dopo una stagione difficile come il 2021, vincere il Trofeo Mondiale alla Sei Giorni correndo in casa davanti al tuo pubblico e ai tanti tifosi che ci hanno seguito per tutte le sei giornate di gara è stato di stupendo e davvero indimenticabile”.

A chi hai dedicato la vittoria del Trofeo Mondiale con l’Italia?   

“A me stesso, alla mia famiglia, a Matteo Boffelli, team manager di Honda-RedMoto Racing e tutta la squadra”.

Intanto nonostante non abbia corso due GP hai chiuso il mondiale della E2 in crescita sempre a ridosso della top five con la settima posizione finale e la 14° della EnduroGP.    

“Certo qualche buon risultato l’ho fatto. Sicuramente l’obbiettivo con il team era di salire sul podio in qualche GP in una classe combattuta come la E2, ma purtroppo non siamo riusciti a concretizzare i nostri piani”.
 
Nel 2020 hai guidato la Honda-RedMoto CRF 250, nel 2021 sei passato alla CRF 450, ora nel 2022 ritornerai sulla nuova CRF 250. Quali sono i tuoi obiettivi e perché questo nuovo cambio di classe in tre anni?

“Tornerò nella E1 perché penso sia la cilindrata che mi esalti di più anche se sinceramente quest’anno la 450 mi è piaciuta molto”.



 
Avrai sicuramente già provato la nuova CRF 250RX Enduro 2022, quali differenze hai trovato rispetto alla 450?

“La nuova CRF 250 ha fatto veramente un gran passo in avanti. Ovviamente rispetto alla CRF 450 è una moto molto più maneggevole ma che allo stesso tempo richiede velocità e reattività per essere competitivi”.

Su cosa hai già indirizzato il tuo tecnico Diego Sonzogni del Team Honda Racing nello sviluppo della nuova CRF 250RX Enduro?

“Ormai Diego mi conosce bene essendo mio tecnico personale da diversi anni. A me piace sempre partire dalla moto standard. Poi a piccoli passi, lavorare sulle sospensioni, mappature, motore, erogazione della potenza, iniezione elettronica, bilanciamento, maneggevolezza”.

Nel 2022 la E1 nel Mondiale e la 250 4T agli Assoluti sarà una classe ricca di contenuti tecnici e, salvo sorprese, di top riders come Andrea Verona, Matteo Cavallo, probabilmente anche Davide Guarneri, Samuele Bernardini. Chi potrebbe essere il tuo maggior avversario? E secondo te sarà possibile puntare alle posizioni che contano della EnduroGP nel Mondiale con la 250 4T rispetto alle 450 4T e 300 2T?

“Tutti i piloti citati sono grandi avversari da rispettare al massimo anche se personalmente penso che Verona abbia quel qualcosa in più come lo confermano i suoi risultati soprattutto a livello mondiale. Io lavorerò molto per essere pronto a questo nuovo confronto”. 


  
 
Nel 2022 saranno cinque anni che corri con Honda-RedMoto anche se dal 2013 al 2017 hai sempre avuto come team manager Matteo Boffelli che ti ha portato sulle CRF. Certamente una collaborazione nata dall’amicizia ma divenuta sempre più professionale col passare degli anni in una squadra che per te è come una famiglia.

“Ormai con Matteo non c’è più bisogno nemmeno di firmare nessun contratto. Da quando sono arrivato in Honda-RedMoto diciamo che ho iniziato il mio terzo capitolo della mia carriera sportiva, dopo il primo di ottimi risultati con la KTM, mentre secondo è stato un complicato ma quando sono arrivato sulle Honda-RedMoto sono ritornato ai massimi livelli”.

Il fatto di essere diventato papà di Liam ha cambiato un po’ la tua vita e i tuoi obiettivi sportivi?

“Sicuramente diventare papà è una cosa stupenda che ti obbliga a fare dei cambiamenti nella vita privata ma nella parte lavorativa/sportiva grazie anche a Sara per me non è cambiato niente e gli obbiettivi sono sempre gli stessi”.

In quali aspetti pensi di poter crescere ancora?

“Devo migliorare un po’ in velocità su certe speciali. Non bisogna mai smettere di provare a migliorare”.

Quanto ti è stato d’aiuto essere pilota delle Fiamme Oro che nel 2021 hanno visto alle Olimpiadi di Tokyo dei tuoi commilitoni come Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi?
“Tantissimo, se tornassi indietro rifarei altre 1.000 volte il corso per entrare nel gruppo sportivo della Polizia di Stato”.

Ora sei atteso a una conferma nella 250 4T e E1: come ci si sente?
“Nessuna particolare pressione, devo fare solo quello che sono capace di fare e i risultati sono certo che arriveranno”.
 
Hai già iniziato la preparazione invernale anche perché nel 2021 sei stato uno dei protagonisti del Campionato Italiano E-Bike Enduro. Nell’allenamento che differenza c’è tra guidare una moto da enduro e pedalare anche se con un motore Polini EP3+ Polini con le E-Bike Fulgur-Mula?
“La preparazione è già iniziata a metà novembre sempre seguita per la parte atletica da Andrea Balboni dedicando più tempo alla parte fisica, successivamente passando sempre più ore sulla moto. Le E-Bike enduro sono un divertimento che coltivo insieme a Fulgur e Polini partecipando anche a qualche gara tricolore. Guidare una E-Bike è però stimolante perché è un ottimo allenamento come velocità da trasferire poi sulla moto”.


 

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