L’attesa è finita: Kiara Fontanesi ha vinto il 4° titolo mondiale cross femminile. La sfida finale contro Livia Lancelot si è decisa in questo weekend a Loket, Repubblica Ceca, ultimo Gran Premio della stagione. Tensione e adrenalina si sono caricate da sabato mattina quando le ragazze sono scese in pista per le prime prove. Poi le due manche per il titolo. Kiara, la campionessa in carica, aveva due punti di svantaggio dalla francese. Per vincere il quarto titolo mondiale la parmigiana doveva precedere di almeno tre punti la rivale. Per essere tranquilla servivano due vittorie. La Fontanesi era carica e pronta alla sfida. Ormai è abituata al corpo a corpo nell’ultima sfida. È successo lo scorso anno, contro la Rutledge, sempre in terra Ceka, e si è ripetuto quest’anno. Dopo cinque Gran Premi e dieci manche tutto si è deciso in un weekend. Non è stata solo una guerra di velocità e migliori traiettorie su di un fondo duro come il marmo, ma soprattutto di nervi: mettere sotto pressione l’avversaria. Kiara questo potere lo ha esercitato dalla seconda manche del Gp di Francia, iniziando la rincorsa alla vetta e lo ha rifatto in Germania annullando così l’enorme gap, 23 punti che aveva accusato dopo l’Inghilterra. E Kiara ha fatto poker! Lo champagne subito dopo l’arrivo, l’abbraccio della famiglia, del team e di chi ha condiviso con lei una stagione ricca di colpi di scena. La tensione tramutata in gioia. L’urlo liberatorio. Emozioni difficili da raccontare. Kiara ci ha messo un po’ di tempo a realizzare di avere fatto poker mondiale. Ha urlato dopo l’arrivo. Ha alzato la tabella di campionessa del mondo sul podio. Poi è arrivata alla tenda del team ancora incredula. “Ho il cervello a zero. Ancora non riesco a capire, ma sono contenta”, ha detto a caldo. “Bello. Bellissimo!” Ha brindato, ha fatto una doccia fredda e poi ha iniziato a realizzare che ancora una volta la più forte è lei. “Ci credevo in questo mondiale. Sabato ero arrabbiata per la partenza, per essere partita ultima e avere rimontato. Sapevo di essere la più veloce. Così stamattina ho pensato solo a quello. Che la più veloce in pista ero io. “Mancava però una gara intera. Venticinque minuti di passione. Ho dovuto cambiare gli obiettivi prefissati e studiati a tavolino. Subito è stata dura, non sapevo cosa fare. Poi mi sono sciolta, ma senza mai rischiare.Fantastico, come ogni mondiale vinto. Me lo meritavo. Sono sempre stata la più veloce in prova. Poi in gara ho avuto qualche episodio sfortunato. Alla fine però ce l’ho fatta. Sono contenta e dedico questo titolo a tutti quelli che mi vogliono bene”. Fiammetta La Guidara