Ormai gli Internazionali d'Italia di motocross 2020 sono alle porte. Con tre date in programma che vedranno come prima tappa (26 gennaio) il crossodromo “Le Dune” di Riola Sardo in provincia di Oristano, tantissimi piloti di fama internazionale sono pronti a scaldare i motori.

Intanto, mentre ancora fervono i preparativi e la entry list dei partecipanti si sta “gonfiando” sempre di più, ecco che abbiamo intervistato Alfredo Lenzoni di “Off Road Pro Racing” che per conto della FMI (Federazione motociclistica italiana) si occupa dell'organizzazione dell'evento.

Abbiamo chiesto a Lenzoni le novità di questa nuova edizione 2020: “Nessuna novità, - spiega - le scelte sono state fatte a suo tempo analizzando i “desiderata/necessità” dei top team nella pre season. Oggi la situazione è marginalmente diversa ma non a tal punto da stravolgere il format".

E la scelta dei circuiti, su che base viene fatta?

“Prima di tutto sui terreni, che devono avere una conformazione “antigelo”, o quanto meno che il fondo possa essere trattato/inciso velocemente, per esempio con una leggera fresatura la mattina presto, e dunque per questo la sabbia con caratteristiche di consistenza diversificata. Ogni tanto abbiamo la necessità di una prova sul “duro” ma è difficile essere certi di non trovare il gelo se non scendendo molto verso il sud Italia, come è stato fatto in passato e come sicuramente rifaremo quando ci sarà la condizione giusta".

Perché l'evento prevede soltanto tre prove?

“Sono il numero massimo sostenibile, questo Campionato si rivolge in modo particolare ad un profilo di team impegnati nel Mondiale, già molto lungo e stressante. Per cui l'effettiva necessità di provare deve coniugarsi con il numero dei loro impegni. Per coloro che hanno in programma i nazionali i Campionati normalmente partono più avanti”.

In base alle passate edizioni, e vista la grande affluenza di pubblico che c'è sempre stata, avete fatto una stima di queste tre giornate?

"Il pubblico accorre sempre molto numeroso perché rivede i propri 'beniamini' dopo la sosta, e spesso può osservare le novità tecniche. Nel caso specifico Honda porterà la nuova moto da mettere a punto per la MXGP. Però è sempre difficile indicare numeri precisi perchè il meteo incide molto, possiamo dire molte, molte migliaia”.

In ogni caso, di anno in anno questo evento è sempre più in crescita tanto da essere diventato un appuntamento imperdibile per gli appassionati, cosa ne pensa?

“Quando è stato progettato abbiamo tenuto conto delle esigenze e delle aspettative del pubblico in quel particolare periodo dell’anno, che si associano e si incrociano evidentemente con quelle dei team: questa semplice alchimia produce l’interesse da cui scaturisce il consenso riscontrato fino ad oggi”.

Off Road Pro Racing e FMI operano di pari passo nell'organizzazione di questo evento, quali sono i “compiti” della Federazione?

“Di fatto è Off Road Pro Racing che opera insieme alla FMI e ai Moto Club. E’ la Federazione che decide, avvalla e presenzia sul campo in maniera attiva, facendo in modo che anche tutte le parti coinvolte rispettino le regole, le mansioni e il protocollo”.

Pensa che la massiccia partecipazione di piloti importanti sia dovuta al fatto che l’evento è un vero e proprio banco di prova in vista del Mondiale?

“Assolutamente sì, abbiamo messo a disposizione un format creato per questo, un contenitore programmato per il confronto in “sicurezza”, su circuiti molto, molto tecnici e in grado di stressare uomini e mezzi in chiave Mondiale. Sanno di poter contare su un'ottima organizzazione che mira all’essenziale e conduce il progetto con questa prospettiva, aggiungendo ai margini un'ottima produzione video e un buon montepremi finale”.