Con il ritiro di Tony Cairoli se ne va un grandissimo pezzo di storia del Motocross, la cui dimensione va ben oltre i trionfi conquistati, che vale comunque la pena elencare.

Dietro solo a Everts


Sono 9 i Mondiali vinti, 93 le vittorie e 177 i podi conquistati in 18 anni nel Mondiale: cifre mostruose che collocano Tonino al secondo posto tra i piloti più vincenti nella storia del Motocross, alle spalle solo del mitico Stefan Everts che comanda a quota 10 corone. Numeri di cui si è spesso parlato troppo poco. Ingiustamente, vista l’importanza della figura di Cairoli, che lascia in eredità una notorietà che il suo sport - non ce ne vogliano i crossisti più accaniti - mai aveva conosciuto prima.

Perché oltre le vittorie c’è molto, molto di più: Cairoli ha segnato la storia del Cross nazionale e internazionale, avvicinando alla sua disciplina un grande numero di appassionati. Facile tracciare un parallelismo con Valentino Rossi, anche lui a quota 9 titoli e autentica icona della MotoGP: perché Tony è stato per il Cross ciò che Valentino è stato per il Motomondiale, un vero trascinatore delle folle che ha saputo attrarre l’attenzione di tifosi (su Instagram ha da poco sfondato il milione di followers) e sponsor.

Icona della sua disciplina


Mancherà non vedere in pista lui e la sua inconfondibile tabella numero 222. Certo, il Motocross andrà avanti, ma senza la figura più carismatica. Silenziosamente carismatica, aggiungeremmo, fatta di zero proclami e tanto lavoro: perché Tony ha saputo rimanere umile, facendo della riservatezza il suo punto di forza, contando sulla forza della sua famiglia specie nei momenti più duri, quando gli infortuni hanno creato degli inciampi sul suo cammino. 

Difficoltà che non gli hanno impedito di portare avanti la sua passione, anche quando l'età ha iniziato ad avanzare rendendo complicato competere con rivali giovani e affamati.

Non sarà più la stessa cosa, senza quel ragazzino partito dalla Sicilia che ha saputo portare lui e la sua amata disciplina sulle prime pagine dei giornali. Roba impensabile, in un mondo dominato da MotoGP e Superbike. Ma Tony ha saputo fare anche questo: portare il Cross al centro del mondo. Motivo per cui dovremo essergli per sempre grati.