Se c’era un volto sorridente domenica sera in giro per il paddock di Loket, quello apparteneva senz’altro a Jorge Prado. Il pilota del Team De Carli a Loket ha messo a tacere tutte le voci che lo davano per bollito, mal preparato, o peggio ancora, addirittura messo in disparte dal team col quale ha vinto due titoli iridati in MX2. Il giovane, anzi, giovanissimo galiziano che ha solamente 20 anni e che ha vinto 35 Gran Premi dal 2017 ad oggi, l’ultimo dei quali prima di domenica ben nove mesi fa, con una prestazione maiuscola si è portato a casa il primo posto del Gran Premio della Repubblica Ceca ed è salito al terzo nella classifica iridata a soli 17 punti dalla testa. Lo abbiamo incontrato fuori dalla sala stampa, rilassato e sorridente mentre, connesso al wi-fi, cercava di rispondere a tutti i messaggi che piovevano da ovunque sui social, felicitandolo per la splendida vittoria. 

La giornata perfetta di Jorge

Pole position, due hole-shot, vittoria in gara uno e vittoria del GP che è arrivata un po’ più tardi di quello che vi aspettavate ma che ora è finalmente arrivata.

“Oggi è arrivato tutto insieme (ride di gusto ndr), la pole, la vittoria in gara uno, il primo podio e la prima vittoria della stagione. Sono felicissimo perché col team abbiamo lavorato davvero tantissimo. Il nostro obbiettivo è sempre stato quello di salire sul podio a ogni gara ma l’inizio di questa stagione è stato un po’ difficile, però abbiamo lavorato tanto, abbiamo trovato delle soluzioni e oggi si è visto che abbiamo lavorato bene. Sono pronto, oggi ho dato tutto in pista e ha funzionato bene mi pare.”

L'arrivo di gara uno a Loket, con Prado che precede Tim Gajser sul traguardo

Qualcuno iniziava a mettere in dubbio le tue performance, forse con una analisi poco attenta, perché a ben guardare hai migliorato ad ogni GP, dal primo in Russia fino a qui oggi, ogni volta hai fatto un po’ meglio della gara precedente.

“Ovviamente non è stato l’inizio di stagione che avremmo voluto ma come hai detto, abbiamo sempre progredito, siamo partiti con una buona partenza in Russia, rovinate dalle due cadute, poi è arrivato un secondo posto di manche dietro Tony a Matterley Basin, a Maggiora un secondo posto dietro Febvre in gara uno e da li ho cominciato ad avvicinarmi al podio, a Oss abbiamo fatto una buona prima gara ed un’ottima seconda; questa volta invece abbiamo fatto tutto bene. Abbiamo lavorato sulla moto durante le prove e mi è piaciuto molto perché abbiamo trovato alcune soluzioni che mi hanno fatto sentire molto bene in moto. Questa era una pista difficile, molto fisica soprattutto nella seconda manche ed ho faticato un po’ di più perché non ho ancora la forza dei piloti di testa, però sono rimasto lì ogni giro, dando tutto quello che avevo, finendo terzo e vincendo il GP.”

Prado ottimo secondo di manche alle spalle di Cairoli a Matterley Basin (UK)

Torniamo indietro alle prove cronometrate: hai percorso solo quattro giri, al quarto hai fatto la pole e sei rientrato, come mai?

“Sinceramente penso di aver fatto solo tre giri: sono uscito, mi sono lanciato, ho fatto un primo giro veloce, poi ho migliorato al successivo e a quel punto sono rientrato. Pensavo che Febvre si sarebbe potuto avvicinare un po’ ma  di solito, quando sento di essere andato forte e di aver fatto un buon tempo non rientro, se la moto è a posto non serve molto continuare a girare. Io trovo il feeling con le piste molto velocemente, a volte faccio il giro veloce al primo tentativo, per me è un bel vantaggio, perché non ho bisogno di fare tanti giri e di prendere rischi stancandomi." 

Prado in costante crescita, qui in azione ad Oss (NED)

Nella prima manche Gajser, che è sempre stato dietro di te ha spinto tanto, fino a tornare a farsi sotto, nel finale però non è riuscito a riprenderti.

“Un altro vantaggio che ho è che sono abituato a gestire la pressione, perché parto da sempre spesso davanti e ho imparato a farlo. Sono abituato a questo tipo di gare, mentalmente sono dovuto rimanere sempre calmo, senza esagerare in certi punti della pista, girando pulito. Sono rimasto concentrato per 35 minuti e sapevo che negli ultimi cinque Gajser si sarebbe rifatto sotto e quando lo ha fatto, ho spinto un po’ di più io per fargli capire che non ce ne era per lui.

"Loket? Terreno particolare: qui vinco o vado sul podio"

Se uno pensa a Prado pensa alla sabbia, tu sei un vero specialista delle piste sabbiose ma a Loket hai vinto ben tre volte, come lo spieghi?

“E’ una pista che richiede tanto controllo dell’acceleratore e il terreno di Loket somiglia moltissimo alla pista dove sono cresciuto; questo è un terreno molto particolare, strano, lo trovi solo qui a Loket e forse ad Arco e io su questo tipo di fondo non sbaglio mai, qui o vinco o vado sul podio.”

Sorprende che Gajser, che ad Arco è sempre stato fortissimo, qui non abbia mai vinto…

"Si, è strano, qui ci sono meno canali, magari è quello…” 

Ora andiamo a Lommel, una pista che ti piace…

“Si, a Lommel ci sono cresciuto, l’ultima volta che ci ho corso ho vinto ed è un bel ricordo. Quest’anno penso che siamo pronti, l’anno scorso non lo eravamo. Abbiamo lavorato di più sulla moto, abbiamo trovato un ottimo setup sulla sabbia, mentre l’anno scorso faticavo di più, quindi mi sento pronto.” La classifica la guardiamo? “No, non serve, è ancora presto, 17 punti non sono tanti ma non sono nemmeno pochi e mancano ancora tante gare…”

MX2: Loket a Mattia Guadagnini il Gran Premio della Repubblica Ceca