MXGP: è arrivata l'ora per la resa dei conti

MXGP: è arrivata l'ora per la resa dei conti© L.Resta

A due Gran Premi dal termine, solo tre punti separano i tre contendenti al titolo della MXGP 2021. Chi la spunterà tra i tre assi del motocross? Cairoli, Prado, Seewer e gli altri piloti della classe regina faranno da arbitro in questo scontro titanico?

4 novembre

Cento punti, due Gran Premi, quattro manche, nient’altro separa il pilota che risulterà primo al termine dell’ultima manche del diciottesimo round del Campionato del Mondo FIM di Motocross 2021 dal titolo di Campione del Mondo. Tre piloti, tre approcci radicalmente differenti, tre stili, tre costruttori; diversi in tutto, Romain Febvre (Kawasaki), Tim Gajser (Honda) e Jeffrey Herlings (KTM), sono i tre finalisti di questa entusiasmante quanto atipica stagione di MXGP. La resa dei conti è arrivata: “Gentlemen start your engine” e, nemmeno a dirlo, che vinca il migliore.

Quattro partenza ci separano dalla fine del Mondiale MXGP

Febvre, l'outsider di lusso con la tabella rossa


Romain Febvre, il più schivo dei tre, piuttosto introverso, raramente sorridente, per niente diplomatico; il campione del Mondo 2015 è quello tra i tre ad aver vinto meno in carriera (15 GP ed un titolo MXGP). Arrivato proprio nel 2015 alla classe regina, dopo aver fatto vedere cose belle in MX2 sull’Husqvarna 250, riuscì a trarre il meglio possibile da una stagione alquanto marcata dagli infortuni. In sella alla Yamaha ufficiale e sotto la guida di Michele Rinaldi, Mino Raspanti e Fabio Santoni, il giovane francese proveniente dall’Europeo Supermoto, vinse l’unico titolo fin qui conquistato, nell’anno della grande sfida Cairoli/Villopoto, avendo la meglio anche su Maximilian Nagl, tabella rossa prima di fermarsi per infortunio. Dei tre è l’”outsider” e pochi avrebbero scommesso su di lui ad inizio anno, soprattutto visti i numerosi errori che lo hanno privato di molto punti; ora però è il più entusiasta e carico dei tre ed è pronto a giocarsi tutto, senza avere nulla da perdere. Per il suo team, all’ultima stagione prima di passare la mano, un’occasione unica per chiudere vincendo il primo titolo.

La concentrazione di Febvre prima del via

Gajser: il campione in carica e i suoi tifosi


Tim Gajser, il campione in carica, dei tre è quello che ha vinto più titoli nella massima categoria (tre) ed è il più “cool”. Spesso sorridente e rilassato, Tim è il buono, quello che ringrazia sempre tutti che non fa mai polemica e va fortissimo. Lo sloveno è anche l’unico dei tre che potrà contare sul pubblico amico, dato che gli sloveni in queste occasioni, come accaduto in Trentino, si mobilitano in massa con pullman e quant’altro per sostenere il loro idolo. Con una moto che ad inizio anno sembrava assolutamente imbattibile, Tim non ha nelle partenze la sua arma migliore, come d’altronde i suoi due rivali ed è quello che in caso di falsa partenza, impiega più tempo a rimontare. 33 vittorie di Gran Premio all’attivo, a Mantova Gajser ha vinto duelli stellari con Cairoli ma ha anche vissuto giornate drammatiche, come quella del 2018, quando a seguito di una caduta orribile, riportò danni seri a mandibola e volto o quella del 2019, quando naufragò nel diluvio. Come Febvre, anche lui non ha corso al Nazioni ma non dovrebbe essere un freno alla sua velocità.

Calma e preghiera accompagnano da sempre Gajser al cancello di partenza

Herlings: il più veloce e il più sfortunato


Jeffrey Herlings, quattro titoli come Gajser ma tante, tante vittorie di Gran Premio in più dei rivali (97) è il terzo in classifica; solo due settimane fa era il predestinato, quello che nonostante avesse saltato diverse manche per infortunio, sembrava imbattibile. Ci ha pensato un pilota sconosciuto a fermarlo, passando sulla sua moto dopo il via di gara uno del Gran Premio di Pietramurata, risultato: moto ko, Mondiale riaperto e morale sotto i tacchi. L’olandese è indubbiamente il più veloce dei tre in prova e in gara, sono sue ben 11 pole position stagionali, ed è il più rapido nelle rimonte in caso di partenza difficile ma occhio alla foga che lo ha tradito per ben due volte nell’ultimo GP disputato. Senz’altro non è il più empatico dei tre ma in fondo, cosa importa, tanto a forza di colpi di sfortuna sta diventando pure simpatico; comunque, se dovesse guidare come al Nazioni, il titolo sarà suo.

Sempre ultimo ad arrivare al cancello, Herlings l'ha però scelto per primo ben 11 volte 

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