Una giornata così, Joan Barreda l’avrà sognata per parecchi mesi prima del via della Dakar. E’ una di quelle che può metterti sulla “strada giusta” verso la vittoria della gara di moto più massacrante del mondo.

DOMINATORE - Partito stamattina con oltre cinque minuti da recuperare sul leader Toby Price, l’alfiere Honda si è messo tutti alle spalle sin dal primo split, mantenendo il comando della gara fino alla fine. Una dimostrazione di forza notevole: in sella alla CRF, Joan ha tenuto un ritmo insostenibile per gli avversari in una tappa speciale divisa in due (prima 240 km cronometrati, poi 150 di trasferimento e infine altri 124 cronometrati fino a San Salvador de Jujuy) e condizionata dal cambio di condizioni atmosferiche (si sono alternati spesso sole e pioggia) e di temperatura (dai 5 ai 36 gradi, con 4.000 metri di dislivello).

BRAVI RENET E CAIMI - Con ben dodici minuti di ritardo, si è piazzato secondo il britannico Sunderland (KTM), seguito dalla sorpresa francese Pela Renet (Husqvarna) a 15 e dal cileno Quintanilla, in zona podio ma quarto nel finale a causa di un rallentamento. A chiudere la top five è stato il portoghese Goncalves, con l’altra Honda, seguito dalla prima Yamaha all’arrivo (quella di Van Beveren) e dalla rivelazione Franco Caimi, argentino al debutto nella Dakar e a lungo tra i primi tre della tappa. 

PRICE, ADDIO AI SOGNI DI GLORIA? - Alle spalle di Farres Guell (ottavo) ha chiuso Toby Price: il portacolori KTM, vincitore dell’edizione 2016 e grande protagonista della seconda tappa, ha dovuto fare i conti con parecchi problemi nelle fasi iniziali e alla fine ha chiuso con 21 minuti di gap su Barreda. A meno di clamorosi stop o miracolosi recuperi, la sua Dakar 2017 sembra già segnata. Male oggi anche Brabec, Walkner, Svitko, Metge, De Soultrait e Pedrero Garcia, a oltre 24 minuti dal leader.

CERUTTI STOICO MA SFORTUNATO - Gara sottotono per i colori azzurri: Botturi, con la Yamaha ufficiale, è 18esimo con 35 minuti di ritardo da Barreda mentre ancora peggio è andata a Jacopo Cerutti: il pilota Husqvarna, dodicesimo nel 2016, si è lacerato un tendine della mano sinistra a causa di una caduta nella prima parte della tappa. Stoico, ha raggiunto la fine del primo tratto cronometrato ma lì ha dovuto dire addio alla gara americana.

In collaborazione con la redazione Motori di RedBull.com

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