La quinta tappa della Dakar, sul temutissimo altopiano della Meseta del Collao, in Bolivia, ha mandato alla deriva le moto. Praticamente tutte, a parte la KTM di Sam Sunderland, quinto vincitore in cinque giorni a testimonianza che la gara su 2 ruote è più aperta che mai, primo al traguardo al termine di una cronometrata ridotta a soli 219 km, rispetto ai 447 km inizialmente previsti, a causa delle avverse condizioni meteo.

Joan Barreda è la grande sorpresa della quinta giornata. In negativo. Perché se qualcuno pensava che senza Toby Price il pilota spagnolo aveva già messo una prima ipoteca sulla Dakar si sbagliava di grosso. Prima la penalità di un’ora per un rifornimento fuori dalla zona segnata sul roadbook, poi il ritardo colossale dopo il primo waypoint in cui un errore di navigazione gli costa al traguardo ben 37 minuti.

Un errore in cui incappano anche Metge, De Soultrait e Quintanilla. Sembra il preludio a un bis di tappa per Matthias Walkner che perde anche lui la bussola nello stesso punto e spiana la strada a Sam Sunderland: il pilota inglese, dopo una quarta tappa difficile, vince con 16 minuti di vantaggio su Quintanilla.

Il pilota KTM ha ben tre motivi per festeggiare: la vittoria di tappa, la vetta della classifica generale e la possibilità di prendere il via della sesta tappa dopo i due ritiri prematuri del 2012 e 2014.

Tra gli italiani buon piazzamento di Alessandro Ruoso, 30esimo, seguito da Luca Manca (35esimo), Simone Agazzi (36esimo) e Manuel Lucchese (44esimo).

Ordine d’arrivo

1. Sunderland, KTM - 02:21:51
2. Goncalves, Honda - +7’07’’
3. Van Beveren, Yamaha - +7’29’

Classifica generale

1. Sunderland, KTM - 15:22:05
2. Quintanilla, Husqvarna - + 12’00’’
3. Van Beveren, Yamaha - + 16’07

In collaborazione con la redazione Motori di RedBull.com

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