La Paz - Pioggia, ancora pioggia. Sembra essere questa l'essenza della Dakar 2017, oggi ferma a La Paz per la programmata giornata di riposo, dopo che la gara era stata neutralizzata con un giorno d'anticipo proprio per il maltempo. E la stessa entrata trionfale della carovana, sottoposta a un semplice e innocuo trasferimento, nella città boliviana nel primo pomeriggio di ieri è stata per certi versi rovinata da un violentissimo acquazzone che ha ben presto disperso le due ali di folla desiderose di far festa ai partecipanti.

E, sempre per quanto riguarda la Bolivia, non ci sono buone previsioni meteo fino a mercoledì, con la possibilità che tutta la parte boliviana della Dakar si riveli, oltre che dura, alle soglie dell'impraticabilità. L'organizzazione aveva ribattezzato questa edizione "The Odissey" e a quanto pare anche il meteo sta dando il suo omerico contributo, con l'Argentina e l'epilogo della corsa, previsto tra una settimana, che appaiono per ora una lontanissima Itaca. Tanto che la corsa divenuta famosa per essere un sogno di sabbia, si sta trasformando sempre di più in un incubo di pioggia.

Nella categoria moto, dopo l'abbandono di Price, in testa alla classifica generale c'è Sunderland (KTM), vincitore del quinto stage, con 12' di vantaggio su Quintanilla (Husqvarna), a staccare di soli 4" la Yamaha di Van Beveren. Chiudono la top five Farres Guell e Walkner, entrambi su KTM. Il raid riparte domani, lunedì 9 gennaio, con una "marathon" di 622 chilometri (322 cronometrati), fino a Uyuni. 

In collaborazione con la redazione Motori di RedBull.com

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