In principio era la Parigi-Dakar. Correva l’anno 1979 quando Thierry Sabine realizzò la prima edizione di quella che sarebbe diventata una gara leggendaria: una corsa verso Dakar, la capitale del Senegal.

LA STORIA - La partenza era a Parigi, poi i piloti dovevano affrontare un lungo trasferimento fino all’imbarco con il traghetto. Quindi, iniziava la sfida vera e propria, con le interminabili giornate africane, dove si affrontavano anche più di mille chilometri. Il rally diventò ben presto un evento da non perdere. I primi italiani a vincerlo sono stati Edi Orioli e Fabrizio Meoni. Tutto continuò fino al 2008, quando gli organizzatori cancellarono la gara per minacce di terrorismo. L’anno successivo l’estenuante rally raid fu riproposto in Sud America, pur mantenendo il nome – ormai un marchio –  ‘Dakar’. E adesso, dopo dieci anni, la Dakar si prepara ad affrontare la sua prima edizione in Arabia Saudita.

IL MAL D'AFRICA - Ma intanto, i malati del ‘mal d’Africa’ non hanno voluto abbandonare l’abitudine di sfidarsi nel deserto africano, e dal 2009 Hubert Auriol, che di Dakar in moto e in auto ne ha fatte tante e ha anche vinto, ha inventato l’Africa Race, che ripercorre le piste del rally-raid divenuto leggendario.

Oggi l’Africa Eco Race è organizzata da due leggende dei motori: Jean Louis Schlesser e René Metge. Il claim dell’evento è chiaro: sulle tracce di Thierry Sabine”. Se alla Dakar sono presenti i team ufficiali delle grandi Case, all'Africa Eco Race partecipano i “privati”. Ma è una gara estenuante, dove l'abilità nella navigazione e la velocità sono determinanti, esattamente com'era la Parigi-Dakar. E con quello stesso spirito.

IL PERCORSO - Il rally partirà da Montecarlo in notturna sabato 4 gennaio e attraverso Marocco, Mauritania e Senegal porterà i concorrenti fino alla spiaggia del Lago Rosa. Nelle giornate di giovedì 2 e venerdì 3 gennaio i piloti sono arrivati in Francia e hanno affrontato le verifiche a Menton.  I protagonisti dovranno affrontare 8.000 km.

La prima parte della gara porterà i piloti fra le montagne marocchine, dove le temperature la notte saranno particolarmente rigide. Poi ci sarà da affrontare il Sahara del Marocco, ma le tappe che fanno più ‘paura’ sono quelle in Mauritania, su una sabbia finissima, con dune piccole e insidiose. Le ultime due tappe saranno in Senegal, dove la gara si concluderà il 19 gennaio, dopo 12 stage.

I PILOTIAlessandro Botturi è il vincitore della scorsa edizione e punterà a riconfermarsi (leggi qui), mentre il norvegese Ullevalseter cerca la rivincita: l’anno scorso è arrivato secondo a soli 5 minuti e il norvegese sarà sicuramente da tenere d’occhio anche quest’anno. Tra gli italiani al via, attenzione anche a Franco Picco, che punta almeno alla vittoria nella sua categoria (la oltre 450 (leggi qui).

Neofiti dell’Africa Eco Race saranno Giovanni Gritti con la Honda del team RS Moto e Paolo Lucci su Husqvarna, giovane promessa del motociclismo toscano. E’ partito ‘per divertirsi’ ma siamo certi che punterà ad un risultato di rilievo Nicola Dutto, il primo pilota paraplegico a partecipare ad una gara del genere in moto (leggi qui).