Alessandro Botturi ha iniziato nel migliore dei modi la dodicesima edizione dell’Africa Eco Race, che oggi è entrata nel vivo.

Dopo aver attraversato il Mediterraneo in due giorni di navigazione, i concorrenti hanno iniziato la prima tappa con un trasferimento di 241 km che li ha condotti a Kenitra dove è stato dato l'inizio della prima SS. Una breve speciale nella foresta di querce da sughero di Maamora, con un percorso prevalentemente sabbioso e ventoso con alcune buche e solchi. Questo, in sintesi, ciò che si sono trovati davanti i piloti nella prima, selettiva speciale che ha determinato l’ordine di partenza per domani. Dopo questo riscaldamento, i piloti si sono diretti verso il bivacco Tarda, con un trasferimento di altri 500 km: il più lungo del Rally.

Africa Eco Race: la prima tappa ufficiale

LA CLASSIFICA - Alessandro Botturi, il campione in carica, ha imposto subito il ritmo in sella alla sua Yamaha: sul percorso di 23,18 km ha siglato il tempo di 20'33”, che lo proietta subito in vetta alla classifica.

Alle spalle di Botturi si è piazzato il britannico, Lyndon Poskitt, a 1'57”. Sul podio di giornata anche il norvegese Felix Jensen a 4'07”. Nona posizione per il vicecampione in carica, Pal Anders Ullevalseter, a 8’06’’. Per quanto riguarda gli altri italiani, undicesimo crono per Davide Cominardi davanti a Gabriele Minelli, quattordicesimo Stefano Baldussi, diciottesimo Paolo Lucci. Nella top 20 Nicola Dutto, ventiseiesimo Franco Picco, ventinovesimo Giovanni Gritti. Più attardati Lorenzo Maestrami, Fabrizio Bosetti, Paolo Caprioni e Cesare Francolini, comunque nella top 40.

“Avevo pensato di non andare forte, ma anzi, di restare dietro a qualche altro pilota perché non volevo lasciare una traccia troppo visibile e facile da seguire che avrebbe permesso agli altri di ottenere un tempo migliore del mio”, ha detto Botturi. “Ma appena siamo partiti, dopo appena un chilometro, mi sono reso conto che questa sarebbe stata una speciale tostissima, una speciale da motorally”, aggiunge il campione bresciano.

“Mi sono reso subito conto che era facile incappare in errori di navigazione, ed è infatti successo anche a me. E' stato a quel punto che ho cambiato strategia. Ho attaccato e ho cercato di fare la differenza. Mi sono anche accorto mentre guidavo che non vedevo assolutamente la traccia di Poskitt che partiva prima di me, e neanche dell'apripista”.

Rassicurato sul fatto che stando davanti non avrebbe agevolato gli inseguitori, Botturi ha spinto forte. “Ogni tanto sono arrivato lungo, ma sono sempre riuscito a ritrovare la strada giusta”, ammette il "Bottu".

Domani la seconda tappa, da Tarda a Mhamid: si partirà direttamente dal bivacco alle 8,20 per 329 chilometri di prova e al termine ci saranno solo tre chilometri di trasferimento per raggiungere il bivacco di Mhamid, in pieno deserto marocchino.