Il quarto stage è partito da Neom e si è concluso ad Al Ula con una speciale di 453 km che si è rivelata difficile e ricca di insidie. In prima posizione abbiamo visto passare diversi piloti, con Brabec che è stato protagonista della prima parte della tappa, salvo poi perdere terreno ed esser superato da Price e da Benavides. È tutta diversa però la classifica dell’arrivo, con un’emozionante sfida a tre tra Sam Sunderland, Jose Ignacio Cornejo Florimo e Benavides. A spuntarla è l’inglese della KTM (nella foto), con soli 11 secondi di vantaggio sul pilota cileno e 46 sull’argentino, ma la classifica viene poi stravolta da una penalità di 5 minuti comminata a Sunderland a fine tappa, per un eccesso di velocità.

Con il pilota della KTM retrocesso in ottava piazza, è Cornejo a ereditare la vittoria della quarta tappa di questa edizione. Completa il podio di giornata, Ross Branch, il pilota del Botswana che si era assicurato la seconda tappa e che sta svolgendo un’ottima prova alla guida della sua KTM. Alle sue spalle hanno chiuso Paulo Gonçalves, quarto e autore di una grande rimonta, e Franco Caimi, su cui Yamaha ha riposto ora tutte le sue speranze. L’argentino, infatti, è l’unico che può risollevare le sorti della casa di Iwata, dopo i ritiri di Van Beveren, ieri, e quello di de Soultrait oggi, a causa del dolore al polso, ferito nella terza tappa. Segue Ricky Brabec, che mantiene la leadership nella classifica generale, davanti a Kevin Benavides e a Cornejo Florimo per un trio tutto su Honda. Il miglior italiano al traguardo è Jacopo Cerutti, ventiduesimo, seguito due posizioni più in là da Joan Barreda Bort, incappato in una caduta dopo circa 270 chilometri.

Dakar, tappa 4, Cerutti: “Che speciale tosta!”

Arrivato al traguardo della quarta tappa, Sunderland ha raccontato: “All'inizio è stato davvero difficile perché i piloti davanti a me creavano tanta polvere e non avevo una buona visuale, ma dopo averli superati ho potuto aprire un varco e spingere. Ogni giorno è diverso, ma mi piacciono le nuove regole di avere i road book la mattina stessa. Oggi c’erano tantissime pietre grandi, che non ti permettevano di proseguire in linea retta. È bello che ci sia una grande variazione, ogni giorno è una grande avventura”.