Alessandro Botturi ce l’ha fatta: il campione bresciano ha conquistato la vittoria alla dodicesima edizione dell’Africa Eco Race, riuscendo a confermare il successo dello scorso anno. Ma questa volta è stata veramente difficile.

“Un'altra gara, completamente, in tutti i sensi”, ha detto Botturi dopo essere arrivato al traguardo dell’ultima speciale utile per la classifica generale. “Si è alzato il livello degli avversari e si è alzato anche moltissimo il livello delle prove speciali, stavolta ho davvero visto territori immensi e spettacolari, ma ho fatto fatica, tanta. Sono arrivato al bivacco più di qualche volta davvero stanco. E questo mi dà ancora più soddisfazione”.

La vittoria per Goncalves

La sua gara è stata ancora più difficile dopo la tragica scomparsa di Goncalves alla Dakar: il portoghese, infatti, era stato compagno di squadra di Botturi, che ha sentito particolarmente la sua mancanza.

“Ora lo posso confessare, avevo un magone in questi ultimi giorni. La scomparsa di Paulo Goncalves mi ha toccato tantissimo ma ho cercato di non darlo a vedere”, ha detto il ‘Bottu’. “Ho sofferto in silenzio ma è stato qualche cosa di profondo. Voglio dedicare a lui questa vittoria, al mio vecchio compagno di squadra”.

Botturi si conferma anche un gande sportivo, e si congratula subito con i suoi rivali. “Voglio fare i complimenti a tutti: organizzazione, il mio meccanico, Paolo Lucci che è stato davvero bravo e Giovanni Gritti che non ha esitato ad aiutarmi quando ne avevo bisogno”, ha detto. “E voglio farli anche a Ullevalseter, perché è un osso duro, uno che non molla mai. Un vero vichingo!”.

Domani la carovana del rally si sposta da Saint Louis a Dakar con una tappa di 299,75 chilometri. I primi 229 porteranno i piloti al via della prova speciale, quella epica, quella leggendaria del Lago Rosa, lunga quasi 22 chilometri. Poi il podio e la grande festa, e infine il trasferimento fino a Dakar di 48 chilometri.