Una giornata tragica, che tutti avremmo voluto evitare. Il dramma di Goncalves ha rovinato l’aria di festa della Dakar 2020, l’edizione delle novità, a partire dalla sede stessa dell’evento, l’Arabia Saudita. Qualcuno diceva “Show must go on”, certo. Ma non è facile. Non tutti i colleghi erano al corrente della morte di Paulo e, in parte, per loro è stato meglio così, perlomeno durante la fase di guida.

A motori spenti, invece, la notizia ha ricoperto tutto l’ambiente. La cronaca narra di una tratta - la settima - difficile, che ha lasciato a piedi più di un protagonista. In quattro ore e trentasette minuti, lo spagnolo Joan Barreda ha completato la missione, portando alla vittoria la Honda del team Monster Energy, che ha preceduto le KTM di Matthias Walkner e Luciano Benavides. L’austriaco e l’argentino hanno entrambi superato i quattro minuti di ritardo dal vincitore, oggi primo da Ryadh a Wadi al Dawasir, per una lunghezza totale di 547 chilometri. Tiene i denti sulla presa Ricky Brabec. L’americano non è riuscito a vincere la tappa, ma resta il leader della competizione. Seguono i cileni Quintanilla e Cornejo Florimo, perciò, Honda, Husvarna e Honda. L’ecatombe Yamaha continua. La prima moto blu è solo nona, nelle mani di Franco Caimi, il miglior dei rappresentanti di Iwata nella tratta odierna. Ancora molto brillanti gli italiani: Cerutti finisce la fatica con un diciottesimo posto, Gerini avvicina la top 30, con un trentunesimo. Il team Solaris è sempre concreto e sue Husky davvero competitive.

AGGIORNAMENTO ORE 17:45 - Classifica rivista nella Dakar di oggi. In una giornata che tutti avrebbero voluto non andasse come sappiamo, pure l’ordine di arrivo ha subìto scossoni determinanti ed imprevisti. Il vincitore non è più Joan Barreda, bensì, Kevin Benavides, anche se la moto che primeggia resta una Honda, sempre dello stesso team: Monster Energy. La rettifica è stata notificata per un motivo ben preciso: Barreda e Benavides - insieme a Stefan Svitko - si sono fermati per soccorrere Paulo Goncalves, lo sfortunato protagonista della tappa numero 7. In quel “ritardo” (parola usata fuori convenzione, perché apprezziamo il gesto dei tre rivali - colleghi) gli organizzatori hanno dovuto ricalcolare tutti i riferimenti, arrivando alla conclusione finale. Il podio è completato da Matthias Walkner, prima KTM al traguardo, Rimane in vetta, nel computo dei sette giorni già consumati, l’americano Brabec, che oggi ha limitato i danni, rimanendo comunque in top five. Diciannovesimo Cerutti, trentasettesimo Gerini. I piloti arrivati alla fine sono 116.