Si è conclusa con la dodicesima tappa la prima Dakar che si è svolta in Arabia Saudita, una nuova sfida per tutti, piloti e organizzatori. In 98 sono arrivati al traguardo dei 150 che sono partiti e a fine corsa è stato incoronato Ricky Brabec nuovo Re della Dakar.

Brabec è il primo americano della storia a vincere la Dakar e soprattutto ha riportato lassù la Honda, che mancava dalla vittoria dal 1989. Un’impresa straordinaria, più unica che rara, riuscita al 27enne alla sua quarta partecipazione, dopo un passato caratterizzato da guasti e sfortuna. Il californiano ha preso la testa della classifica assoluta a partire dalla terza tappa e non l’ha più lasciata, aggiudicandosi due speciali, la terza e la sesta, e riuscendo a gestire in maniera ottima il vantaggio nelle ultime tappe.

L’americano ha dovuto guardarsi le spalle da un eccezionale Pablo Quintanilla (Husqvarna), che alla penultima tappa era riuscito a dimezzare il ritardo, ma che ha incontrato diverse difficoltà nella speciale decisiva, che l’hanno portato a chiudere in quinta posizione, dietro a Brabec secondo. E da Toby Price, campione in carica che non è riuscito a imporsi sugli avversari con la determinazione dello scorso anno. KTM è stata così battuta dopo 18 edizioni vincenti, un momento che prima o poi doveva arrivare.

Anche quest’anno il rally più difficile si è macchiato di sangue, con la tragica morte di Paulo Gonçalves nel corso della settima speciale. Non c’è stato nulla da fare per lui, il trasporto in ospedale ha solo potuto confermarne il decesso.

Un grande shock questo per tutti i piloti, tanto che l’organizzazione ha deciso di annullare la tappa 8 per permettergli di assimilare la grave perdita e piangere quel compagno e amico che il portoghese è stato per tutti, in questi tredici anni insieme.

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La migliore donna al traguardo è stata ancora una volta lei, Laia Sanz, che è riuscita a portare a termine la sua decima Dakar. La spagnola, alla guida della Gas Gas, ha chiuso con un’ottima diciottesima posizione, dopo aver vissuto alcuni problemi alla seconda tappa con una brutta caduta. La spagnola tiene alto lo scettro femminile e può tornare a casa decisamente soddisfatta.

Soddisfatto torna anche Maurizio Gerini, che è stato il miglior italiano in questo rally chiudendo ventesimo. Il pilota di Imperia si è anche messo in mostra in diverse occasioni, riuscendo a stare con i primi, e ha fatto meglio del suo compagno di squadra nel team Solarys Jacopo Cerutti 22esimo.

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