Fedele compagna di avventura, la morte non abbandona la Dakar nemmeno al termine della maratona e dopo aver chiamato a sé Paulo Goncalves, ha deciso di reclamare anche la vita di Edwin Straver, il pilota olandese rimasto coinvolto in un incidente nel corso della penultima tappa.

Straver era stato ricoverato all’ospedale di Riyad giovedì 16 gennaio, dopo essere caduto dalla sua KTM 450 EXC al 124° km cronometrato del percorso che portava la carovana della Dakar da Shubaytah a Haradh. Una caduta a bassa velocità (si parla di 50 km/h), che tuttavia aveva avuto gravi conseguenze per il pilota olandese.

Prontamente soccorso dall’elicottero medico, Straver era stato trovato in arresto cardiaco e rianimato sul posto, prima di essere evacuato all’ospedale saudita, dove ulteriori accertamenti avevano evidenziato delle fratture alle vertebre cervicali.

Nonostante le gravi condizioni in cui versava, il pilota della KTM era stato rimpatriato nella giornata di mercoledì 22 e ricoverato in ospedale olandese, dove, riporta Marca, è stata accertato lo stato di morte celebrale del 48enne, il cui decesso è stato confermato questa mattina da un comunicato degli organizzatori della Dakar.

Il pilota olandese si trovava alla sua terza partecipazione al Rally Raid, che per la prima volta, quest’anno, si è disputato in Arabia Saudita. Campione in carica della categoria senza assistenza “Original by Motul”, Straver si trovava al 38° posto della classifica generale, prima di incappare nell’incidente che gli è risultato fatale.

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