Il 2020 di questa rubrica non poteva che esaltare una protagonista a dir poco coraggiosa, ovvero Sara Garcia che ha deciso di affrontare la Dakar (che si sta svolgendo proprio in questi giorni) nella categoria Original, senza assistenza. La sfida di Sara, quindi, è ancora più dura e l’obiettivo con cui è partita è ambizioso: diventare la prima donna europea a concludere il rally senza alcun aiuto. La Garcia, infatti, è conscia che in tale categoria deve risolvere autonomamente ogni problema meccanico e non sulla sua Yamaha WRF450.

Per la gara ha portato con sè un contenitore di 80 litri, tanto fegato e una grande esperienza come meccanico oltre che come pilota. Di certo il papà che ha partecipato in passato alla Dakar come meccanico di un team, è stato di grande ispirazione, così come le dune del deserto che ha imparato a conoscere all’età di 18 anni e per le quali nutre molto rispetto. 

E proprio di rispetto è importante parlare quando un pilota privato (come nel caso di Sara), decide di affrontare una sfida del genere. Non bastano infatti soltanto le capacità, ma c’è bisogno anche di conoscere in modo approfondito la natura e il luogo nel quale viene affrontata questa durissima sfida.

Lo scorso anno la Dakar, per lei, era stata una vera e propria disfatta: era finita in lacrime in mezzo al deserto, si era dovuta ritirare per un guasto meccanico irrisolvibile. Quest’anno, però, l’aria sembra cambiata in quanto la Garcia ha già un bagaglio di esperienza alle spalle e soprattutto si è preparata meglio sia psicologicamente che fisicamente.

Ha portato con sé pezzi di ricambio, integratori, ma anche qualche ricordo importante per riuscire a "Rimanere a galla nei momenti difficili" come ha scritto sui social. Nel 2019 aveva partecipato ancora in fase di recupero dopo un infortunio, quest’anno invece la sua preparazione è stata finalizzata esclusivamente a ciò che sapeva già di trovare nel deserto e questo ha portato un enorme miglioramento come lei stessa ha detto.

Le percentuali di riuscita in una sfida del genere non sono troppo alte, visti i numerosi imprevisti connessi a questo tipo di gara, ma coraggio e voglia di superarsi non sono mancati a Sara, che è riuscita a portare a termine la sua missione: una ragazza davvero vincente!

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