Franco Picco continua a sorprenderci: il leggendario pilota veneto è pronto a scrivere un’altra pagina di storia con la sua partecipazione alla Dakar, all’età di 65 anni.

Due volte vincitore al Rally dei Faraoni e due volte secondo alla Dakar, ha disputato l’estenuante maratona in Sudamerica per l’ultima volta nel 2016, per festeggiare i suoi 60 anni, su un quad Can-Am. Poi ha corso le ultime quattro edizioni dell’Africa Eco Race e per il 2021, quando ha saputo che la competizione africana era saltata, ha deciso di cimentarsi di nuovo nella Dakar.

“La mia domanda di iscrizione è stata accolta nonostante i miei 65 anni, e sono riuscito anche ad avere il numero 65", annuncia con orgoglio Franco Picco. "La sorpresa è stata che non potranno venire gli altri  piloti che avrebbero fatto l’Africa Eco Race con me, no: Aldo Wrinkler, che aveva già corso con me negli anni Ottanta, e che ha vissuto anche due o tre notti con i tuareg quando si era perso in mezzo al deserto, con il figlio non è stato accettato perché negli ultimi tre anni non hanno fatto gare, mentre Paolo Caprioni, avrebbe dovuto cambiare moto perché ha una bicilindrica.

“A quel punto, rimanendo da solo, ho deciso di iscrivermi alla classifica Original Motul, quella senza assistenza, perché il problema diventava quello dei costi dell’assistenza solo per me. Questo è uno stimolo in più per me, perché nella classifica generale ci sono molti piloti ufficiali, e farei fatica a dargli fastidio, ma nella Original Motul posso puntare ad un buon piazzamento".

Nuova moto, niente scuse

Con che moto correrai questa Dakar?

Avrò l’Husqvarna 2019 ex Gerini, perché voglio cimentarmi con una moto moderna. Le ultime gare le ho disputate con moto di 10 anni: modelli da enduro, trasformati da me per le gare nel deserto. Spesso e volentieri però mi sono trovato persone con poca esperienza ma con le moto nuove alle quali non riuscivo a stare dietro. Voglio vedere se era vecchia anche la moto oltre al pilota. Adesso non posso avere scuse per arrivare tanto indietro. La resistenza fisica ce l’ho, se anche il mezzo mi dà una mano è meglio”.

E’ sicuro che la Dakar si farà?

“Non c’è il 100% di sicurezza, ma in Arabia Saudita il problema pandemia è minore che da noi in Europa. Gli organizzatori stanno modificando il programma: le verifiche a Le Castellet sono state annullate, le faranno a Jeddah. Sembra che stiano organizzando voli charter solo per la Dakar. Per ora non è ancora stato reso noto il percorso, ma la partenza e l’arrivo saranno a Jeddah, con partenza il 3 e arrivo il 15 gennaio. Sono gli stessi organizzatori del Tour de France e ormai sanno come gestire queste problematiche della pandemia. Ora l’importante è cercare di arrivare alla data di partenza senza risultare positivi al COVID”.  

"Felice di tornare alla Dakar"

Quanto sei emozionato all’idea di disputare un’altra Dakar?

“Sono abbastanza tranquillo, mi sto preparando su tutto quello che devo portare con me... Ho sempre detto agli organizzatori della Dakar e di Africa Eco Race che era peccato che le due gare fossero concomitanti. Ultimamente avevo scelto Africa Race perché le gare in America del Sud erano diventate troppo tecniche, tipo maxienduro, e con poca sabbia, mentre in Africa avevo ritrovato il deserto, la sabbia e le dune.

"Ora sono felice che ci sia la possibilità di tornare alla Dakar, e in Arabia Saudita che mi mancava. Jeddah, la città da dove parte e finisce la gara, è al di là del Mar Rosso, di fronte all’Egitto, che è stata mia seconda casa, e da dove ho cominciato la mia storia di rally africani. Penso e spero di trovare terreni come quelli che c’erano in Egitto.

"Un’altra novità che mi piace è quella del road book che viene consegnato al mattino: per me va benissimo, io non sono mai stato di quelli che si mettono a scrivere o sottolineare il roadbook la sera, ho sempre preferito riposare. La strumentazione è quella che usavamo nell’Africa Race, quindi la conosco. La moto non la conosco perfettamente, ma ho fatto già tre begli allenamenti.

"Il primo dicembre bisognerà spedire la moto e poi continueremo con allenamento fisica, bicicletta, palestra… Non vedo l’ora di partire”.

"In moto mi sento subito bene"

Ma la tua palestra migliore è sicuramente la moto stessa... o no?

“Io ho iniziato ad andare in moto a 14 anni, come tanti giovani di una volta. Le cadute in passato mi hanno fatto del male, ma adesso la moto mi fa bene. A volte mi ritrovo con il mal di schiena quando sono seduto sul divano: torno in moto e mi sento subito a posto”.

Ti prepari ad un bel record, con una Dakar a 65 anni…

“Sarà la mia ventinovesima gara di questo genere e non sarà l’ultima, perché voglio arrivare almeno a 30. Nel frattempo mio figlio ha quasi 17 anni, e si sta allenando con me. Il prossimo anno potrebbe già fare la sua prima gara, e poi darmi il cambio…” annuncia Franco Picco.

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