Un palmares di tutto rispetto quella di Paolo Ceci: 14 volte campione italiano Rally, vincitore di un titolo europeo, ha partecipato 5 volte alla Dakar, di cui una come pilota ufficiale HRC nel 2016. Nel 2018 Paolo si è aggiudicato l’Africa Eco Race con la KTM 450 Rally.

E ora il pilota romagnolo è pronto a tornare in azione alla Dakar, anche se con un ruolo diverso: sarà il navigatore di  Khalifa Al-Attiyah su un Can Am Maverick X3. Il suo pilota è il fratello di Nasser Al-Attiyah, il vincitore di tre Dakar in auto.

“Se buon sangue non mente, possiamo puntare ad un bel risultato”, ci dice Paolo Ceci.

Il passaggio alle quattro ruote


Quando e perché hai deciso di passare alle quattro ruote?

“Nel 2019 ho disputato l’Africa Eco Race con un Polaris RSR 1000, per correre insieme a mia moglie, ma è stato un disastro… abbiamo avuto un mucchio di noie tecniche, anche se alla fine siamo riusciti ad arrivare al traguardo, come ho sempre fatto finora in tutte le mie gare”.

E l’idea di questa Dakar com’è nata?

“In realtà non pensavo di farla. Quest’anno sono stato fermo e per il 2021 pensavo semmai di rifare l’Africa Eco Race, che però è stata annullata per il COVID. Poi mi è arrivata la chiamata come navigatore di Khalifa Al-Attiyah, e non ci ho pensato due volte”.

La tua ultima Dakar è stata nel 2016. Perché avevi deciso di passare all’Africa Eco Race?

“Un po’ per tornare alla sabbia africana, che alla Dakar mancava, e un po’ perché ho voluto accettare la sfida di correre con la nuova Africa Twin 1000 che non avrebbe potuto correre alla Dakar. Nel 2017 sono stato in posizione di podio fino a quando non sono incappato in un problema tecnico. L’anno dopo sono riuscito a vincere”.

E ora l’Arabia Saudita…

Non ci sono mai stato e non conosco ancora neanche il mio copilota, quindi sarà tutto nuovo per me... Però lo conoscerò già il 19 dicembre, perché parteciperemo insieme anche alle ultime due prove del Mondiale Baja proprio in Arabia Saudita, la Hail Baja 1 e 2. Poi mi viene un po’ da ridere, perché dovremo parlare inglese, io lo parlo benino ma non da professore, e lui lo parlerà da qatariota… male che vada ci capiremo a gesti!”

Senza abbandonare le moto...


E le due ruote?

Lavoro sempre per la FMI, come responsabile tracciatore dei percorsi del campionato italiano Motorally, e per quest’anno abbiamo ancora una prova, in Sardegna, dove a breve andrò ad effettuate l’ultimo controllo del percorso.

"E poi sono promotore di un trofeo di Enduro, organizzato in Emilia Romagna, il Trofeo RCM Enduro Sport. E’ partito in sordina, rivolto agli amatori e a chi si avvicina alle gare per la prima volta, è si chiuso con la lista d’attesa”, conclude Paolo Ceci.

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