Venti gradi nei fiordi norvegesi, temperature costanti sopra allo zero termico in buona parte di Svezia e Finlandia. In Scandinavia un clima del genere non si era mai visto prima a gennaio, periodo nel quale lo Speedway su ghiaccio entra nel pieno della stagione in Europa. Gli specialisti “tritaghiaccio” del Vecchio Continente hanno dovuto fare i conti con una colonnina di mercurio letteralmente impazzita, che ha comportato cancellazioni di eventi in serie, tra i quali spicca uno dei due round di qualificazione al circuito mondiale 2020, calendarizzato per sabato 11 gennaio a Kauhajoki, Finlandia. 

Le temperature miti, dove solitamente i gradi scendono ben al di sotto dello zero, hanno comportato l’annullamento della gara. Trecento chilometri più a ovest, nell’impronunciabile Örnsköldsvik, Svezia, i due gradi sopra lo zero hanno tenuto sulle spine fino all’ultimo gli organizzatori della qualificazione iridata, con il ghiaccio che faticava a rimanere compatto. La stagione on ice, in Europa, si preannuncia irta di difficoltà, se non cambieranno le condizioni atmosferiche. Costringendo a decisioni drastiche la Commissione FIM Track Racing per delineare la composizione dei 15 titolari che prenderanno parte al Mondiale.

La soluzione d’emergenza, stante l’impossibilità di trovare una location alternativa per ospitare l’evento finlandese, è ricaduta sulla scelta dei primi sette classificati del ranking 2019, ammessi di diritto al via dei dieci Gran Premi stagionali. 

La decisione ha scontentato più di qualcuno, soprattutto quei piloti che dovevano gareggiare in Finlandia per giocarsi le chance iridate nella gara più importante dell’anno. Certo, è stata data facoltà alle Federazioni nazionali di sostituire in extremis i propri piloti che inizialmente erano stati scelti per la gara di Kauhajoki. Ma ci sono state anche esclusioni eccellenti, vedi il duo tedesco Niedermaier-Pletschacher, che lo scorso anno avevano disputato l’intera stagione mondiale e che invece quest’anno si sono visti precludere le possibilità di giocarsi le proprie carte.

La Federazione tedesca si è basata sulla classifica del campionato nazionale dello scorso anno, che ha visto il trionfo di Hans Weber (qualificato di diritto, grazie al sesto posto iridato del 2019) davanti a Marcus Jell e Franz Mayerbucher. A questi ultimi è stata così concessa la presenza al via per il round di qualificazione in Svezia, nella gara vinta a mani basse dal russo Igor Kononov, che ha preceduto l’austriaco Franz Zorn e l’olandese Jasper Iwema, ex pilota della velocità nella Moto 2 e Moto 3. 

Sogno iridato ancora rimandato per l’azzurro Luca Bauer, tedesco che corre con licenza italiana: dopo un buon avvio, condito da due secondi e un terzo posto, nelle ultime due manche il ventenne figlio d’arte non è riuscito a raccogliere punti, chiudendo al decimo posto. È stato comunque inserito dalla FIM come quarto substitute rider, potrà subentrare nel corso della stagione in caso di defezioni da parte di qualcuno tra i quindici titolari.

Resta evidente che, per la prossima stagione, si dovrà cercare una soluzione diversa per far disputare, senza patemi d’animo, le due gare di qualificazione al Mondiale. In molti hanno suggerito di organizzare i due eventi in Russia, dove il freddo e il gelo non mancano di certo. A patto, però, di un supporto logistico ed economico da parte della FIM per aiutare i piloti nella lunga trasferta via terra per trasportare mezzi e team. 

L’alternativa sarebbe quella di virare su ovali artificiali al coperto, nei quali le condizioni meteo esterne condizionano minimamente la formazione della coltre di ghiaccio che, per regolamento, deve misurare almeno venti centimetri. Ci sarà tempo per valutare la migliore soluzione, nel frattempo godiamoci la stagione mondiale che è scattata il primo weekend di febbraio da Almaty, Kazakistan. Si prospetta l’ennesimo duello per il titolo tra i cinque piloti russi al via (nella foto, Dmitry Khomitsevich e Daniil Ivanov), ma svedesi e austriaci tenteranno di spezzare l’egemonia ex sovietica che dura da diciassette anni.

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