Lo scorso weekend Mat Mladin ha conquistato il settimo titolo AMA Superbike. Un record che quasi sicuramente resterà imbattuto, ma che ha un sapore amaro perché, già alcuni giorni fa, l’asso australiano della SBK statunitense aveva annunciato il proprio ritiro. Una scelta dettata dalle incongruenze col nuovo organizzatore del campionato AMA, contro il quale Mat si è sempre scontrato. Sulla propria pagina di Twitter, Mladin, scrisse addirittura che “Hitler sarebbe fiero di loro”, riferendosi ad alcune scelta fatte dal promotore.

Mat ha cercato più volte di battersi contro la nuove gestione del campionato a stelle e strisce, ma sempre senza ottenere alcun risultato. Ne esce quindi un campione deluso, assente nella penultima prova di campionato che, anche nella gara che gli è valsa il titolo, non pensava altro che rientrare ai box. Se lui è dispiaciuto di questa scelta lo saranno sicuramente anche tutti i suoi fan. Negli ultimi anni Mladin ha dominato la scena americana della Superbike. È stato battuto solo da Niky Hayden e da Ben Spies. Nella sua carriera vanta anche un anno nella classe 500 con la Cagiva (miglior risultato un sesto posto a Jarama nel 1993) e vanta tre vittorie a Daytona.

Mladin ha corso diciotto volte nel Mondiale Superbike, dal 1992 al 1995 per la Kawasaki Australia e la squadra Reve Racing nelle gare extraeuropee di fine stagione, in Australia, Indonesia e nel Giappone, mentre l'ultima volta che abbiamo visto il fortissimo pilota australiano in azione nel Mondiale è stato nel 2003 a Laguna Seca nell'US Round. Iscritto come wild-card del team Suzuki Yoshimura, si aggiudicò la pole position, arrivando quarto nella prima frazione ma preferendo non disputare la seconda gara. Adesso, con ogni probabilità, si dedicherà alla sua Bike Gear Warehouse, marchio australiano dedicato al mondo delle moto e delle special.

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